L’ultima follia dei Radicali: “FakeTaxi” per boicottare il lavoro dei tassisti in favore della competizione

Pensare che un  tempo la sinistra avesse a cuore i diritti dei lavoratori, in un'epoca come questa, fa accapponare la pelle: il progressismo ha preso evidentemente il posto della socialdemocrazia, totalmente asservito alla competizione globalista in campo economico.

Ne è una dimostrazione lampante l'ultima iniziativa dei “Radicali” presso la stazione Termini di Roma. I furboni di turno avrebbero messo in piedi un servizio di “FakeTaxi” gratuito per boicottare l'operosità dei tassisti: in particolare, questi geni del sabotaggio, si definirebbero sfavorevoli alle corporazioni – che peraltro non esistono – favorendo la competizione di enti esterni come Uber, che peraltro difficilmente contribuirebbe al sistema fiscale italiano. Ennesima prova che la sinistra, qualora non dovesse riuscire a concentrarsi sul nemico, ne troverebbe uno inesistente contro cui scagliarsi. In questo caso però, il nemico è il lavoratore italiano che ha ottenuto una licenza. Costui, secondo le logiche dei “Nuovi Radicali” dovrebbe anche rischiare di perdere il proprio a causa di una competizione sleale all'insegna dell'internazionalismo economico. 

Ecco, ve le ricordate le battaglie sul garantismo dei Radicali? Sembra che ora non vadano più di moda, piuttosto la loro concentrazione si sarebbe spostata verso l'abbattimento del mestiere altrui, usando le scuse di un “Lobbismo” che non c'è, a favore di un Lobbismo che potrebbe verificarsi, rischiando di riportare ingenti danni alle famiglie italiane. Una mancanza di rispetto per tutti coloro che ogni giorno faticano per portare a casa uno stipendio e per consentire ai propri figli un futuro migliore.

Evidentemente le battaglie sulla giustizia non attecchiscono più come prima, visto che l'esecutivo è riuscito a superarli anche in quello: piuttosto chiaro, a questo punto, che a loro “non resti che piangere” e far piangere una ben determinata categoria.

Difensori e paladini di quel mostro accroccato che è la Bolkenstein, i Radicali hanno deciso di lanciarsi in una nuova avventura in balia del tornado insensato che sembra contraddistinguerli in tutto e per tutto. Però sarebbe opportuno, in questo caso, sottolineare come la priorità delle vecchie formazioni politiche siano del tutto differenti rispetto al secolo scorso: i diritti sociali sono ormai un ricordo lontano per questi soggetti politici, che parlano di giovani ma senza avere a mente un piano ben preciso per aiutare la gioventù italiana a crescere, senza essere costretta a trovare altrove le proprie fortune.

Matteo Hallissey, giovane segretario dei Radicali italiani, ha rivendicato l'azione dei “FakeTaxi” alla stazione Termini , raccontando che i taxi non ci sono: certo è che i servizi non sono infiniti, tantomeno si può risolvere un problema di trasporto senza avere una licenza autorizzata e fare concorrenza sleale nei confronti di chi conduce la propria attività ogni giorno.
Ormai persino i sindacati sono passati di moda, al loro posto tuttavia c'è chi ha deciso di scegliere cause completamente diverse. Non è una boutade, ma la realtà dei fatti che purtroppo si offre a noi nuda e cruda. Uno spettacolo a dir poco ridicolo, il quale rende perfettamente l'idea della trasformazione di alcuni apparati politici, parabola in declino di chi non accetta il fallimento, proponendo soluzioni decisamente avvilenti.

Gabriele Caramelli
Gabriele Caramelli
Studente universitario di scienze storiche, interessato alla politica già dall’adolescenza. Precedentemente, ha collaborato con alcuni Think Tank italiani online. Fermamente convinto che “La bellezza salverà il mondo”.
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