Tra le tante fake news ed allarmismi che il centrosinistra ha lanciato durante il mandato dell’attuale Governo, quello riguardante le catastrofiche conseguenze della fine del reddito di cittadinanza è stata di sicuro la più emblematica. Perché senza alcun dubbio, porre fine a quella che gli stessi esponenti di Fratelli d’Italia hanno sempre considerato una ‘mancia di stato’, è stata si coraggiosa ma spinta da motivazioni concrete. Motivazioni che si sono rivelate corrette, come spiegato dal dirigente di Fratelli d’Italia Lino Ricchiuti:
“A tre anni dalla fine del reddito di cittadinanza, i numeri smentiscono la narrazione della sinistra. L’ultimo Rapporto annuale dell’INPS certifica quello che Fratelli d’Italia sosteneva fin dall’inizio: la ‘bomba sociale’ annunciata dal Movimento 5 Stelle non è mai scoppiata”, e aggiunge: “Record di occupati, soprattutto a tempo indeterminato, e nessuna frattura sociale”.
Per entrare nel dettaglio dei dati sull’occupazione, da quando il Governo Meloni si è insediato nell’ottobre 2022 (con circa 23,2 milioni di occupati), la Nazione ha guadagnato stabilmente oltre 1,1 milioni di lavoratori e il tasso di disoccupazione generale è sceso stabilmente sotto la soglia del 6%. A gennaio 2026, poi, ha toccato il minimo storico del 5,1% e per fare un confronto, al termine del governo Draghi (settembre 2022) si attestava al 7,9%. Risultati incontrovertibili che non lasciano spazio ad interpretazioni, se non fosse, come sostiene Ricchiuti, la necessità di alcuni personaggi di studiare ‘mosse elettorali’.
“Non è un caso che oggi Tridico, europarlamentare del M5S ed ex presidente Inps e altri colleghi di partito tornino a rilanciare il reddito di cittadinanza nel programma del campo largo, sarà per via della reintroduzione delle preferenze?”, ha osservato.
“Chi ha costruito la propria fortuna elettorale su quella misura oggi la ripropone per intercettare il consenso di chi ne aveva beneficiato: propaganda travestita da preoccupazione sociale. I numeri parlano chiaro: dei 582mila ex percettori classificati come occupabili, solo 90mila (15%) hanno ricevuto il nuovo supporto per la formazione e il lavoro, ma ben 206mila hanno trovato un impiego, la prova che il superamento del vecchio sussidio ha spinto le persone verso il lavoro vero. Gli altri sono tra i 188mila scomparsi dai radar, un fenomeno che secondo l’Inps è legato anche al lavoro nero, più difficile da nascondere oggi con un sistema selettivo come l’Assegno di inclusione. Fratelli d’Italia non arretra: la fine del reddito di cittadinanza resta una delle riforme più coraggiose della legislatura, e chi oggi prova a rimetterla in campo lo fa per calcolo elettorale, non per il bene del Paese”, ha concluso Ricchiuti.




























