«In occasione del 44° anniversario dalla morte del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa lo ricordo in modo particolare per il valore che, come uomo, ha avuto con il suo lavoro e ha ancora oggi dopo diversi anni dalla sua morte. Grazie alla sua encomiabile dedizione e professionalità, su sua proposta nel 1974 nacque il Nucleo Speciale Antiterrorismo dei Carabinieri, oggi Ros. In quel vile attentato persero la vita, oltre al Generale dell’Arma e Prefetto di Palermo, anche la moglie Emanuela Setti Carraro, che decise di rimanere al suo fianco nonostante fosse pericoloso, e l’agente della scorta Domenico Russo. Il mio omaggio oggi va, dunque, al Generale Dalla Chiesa, alla moglie Emanuela e all’agente di scorta Russo vittime innocenti della mafia. L’impegno senza tregua nella lotta alla criminalità organizzata, come sta facendo il Governo Meloni, significa anche onorare il sacrificio dei caduti per mano delle mafie. Ricordo, inoltre, che il recente arresto del boss Messina Denaro è avvenuto grazie al “metodo” Dalla Chiesa. Dal 1979 al 1981, il Generale, comandò la Divisione Pastrengo a Milano, competente per tutto il nord Italia e tra il 1981 e il 1982 fu vicecomandante generale dell’Arma. Grazie anche a questi Ruoli, Dalla Chiesa, riuscì a sconfiggere le Brigate Rosse con gli arresti dei due fondatori Renato Curcio e Alberto Franceschini e di altri due importanti componenti quali Rocco Micaletto e Patrizio Peci. Milano e l’Italia intera devono a lui la sconfitta delle Brigate Rosse, anche se questo viene spesso dimenticato. Colgo l’occasione per rinnovare alle famiglie delle vittime di questo attentato la mia vicinanza».
Così il Deputato di Fratelli d’Italia, vice Presidente della Commissione Affari Costituzionali ed ex vice Sindaco delle Giunte di Centrodestra milanesi Riccardo De Corato.



























