“Sulla presunta cancellazione della clausola di salvaguardia sul TFR le sortite di alcuni esponenti dell’opposizione sono veramente desolanti. Al punto che sarebbe persino consolante pensare che l’opposizione menta sapendo di mentire. La realtà invece è più grave: purtroppo non mentono perché, molto più semplicemente, distribuiscono falsità senza aver nemmeno studiato le carte”.
Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia Paola Mancini, membro della Commissione Lavoro, Sanità e Previdenza sociale.
“Come ha spiegato con chiarezza il Presidente Giorgia Meloni, chi denuncia l’abrogazione della tutela sul TFR cita l’articolo 376 del Testo unico senza accorgersi che lo stesso decreto, all’articolo 21 comma 11, la clausola di salvaguardia la riproduce nero su bianco. È il funzionamento elementare di un Testo unico: si riordina la disciplina, si recepisce la norma nel nuovo impianto e si abroga la vecchia disposizione che viene sostituita. Prendere quell’abrogazione formale e spacciarla per l’abolizione di una tutela significa una di due cose: o non si conosce la differenza, o non si è nemmeno letto il provvedimento che si commenta”.
“Mi occupo di lavoro e previdenza in Commissione, oltre che per motivi professionali, e lo dico con nettezza: per i lavoratori non cambia nulla. Dal 1° gennaio 2027 ai trattamenti di fine rapporto continuerà ad applicarsi la clausola vigente, con le aliquote e gli scaglioni al 31 dicembre 2006. Chi ha diffuso l’allarme dovrebbe avere l’onestà di rettificare. Invece di inventare stangate inesistenti, l’opposizione studi i testi prima di commentarli. L’interesse dei lavoratori si fa conoscendo le norme che li riguardano e non usandole a sproposito come propaganda pur di favorire i propri interessi di parte”.




























