Meng Wanzhou e il Canada che si accorge di lei

Cominciamo dall’inizio. Chi è Meng Wanzhou? I più accorti di voi, quelli che divorano giornali e notizie lo sapranno senz’altro, per tutti gli altri ecco invece una piccola presentazione di questa signora, classe 1972, nativa di Chengdu, regione del Sichuan, in Cina. Grande più o meno come un passerottino, questa donna è la figlia di Rewn Zhengfei, fondatore della Huawei, e della prima moglie di lui, Meng jun.
L’essere “figlia del padrone” però, almeno inizialmente non le ha portato particolari privilegi. Da quelle parti pare non si usi. Così Meng è stata mandata a studiare e ha conseguito un master in contabilità presso l’ Università di Scienza e Tecnologia di Huazhong. Di seguito è stata inviata a studiare prima in Canada e poi ad Hong Kong. Quando è stato reputato che ne sapesse abbastanza, ha cominciato a lavorare come una delle segretarie di suo padre. Dopo di che ha iniziato una bella carriera, fino al 2018 quanto è stata nominata come una delle quattro vicepresidenti del consiglio di amministrazione della società. Immediatamente, questo ha fatto storcere il naso a qualcuno, e hanno preso sostanza speculazioni sul fatto che Meng fosse stata da sempre preparata per succedere a suo padre, cosa che Ren ha negato convintamente. “Nessuno dei miei familiari possiede qualità adeguate”, ha detto il fondatore di Huawei, “perciò nessuno di loro sarà mai incluso nella sequenza dei successori.”
Magari Meng non succederà a suo padre nella guida della società di famiglia, ma certo è che grazie ad essa bei guai le sono arrivati addosso. Infatti, il 1 dicembre 2018, Meng è stata arrestata dalle autorità canadesi su richiesta degli Stati Uniti, in base al trattato di estradizione tra Canada e USA. Si è saputo in seguito che il mandato d’arresto era stato emesso addirittura il 22 agosto 2018, e che con esso si accusava Meng di “cospirazione per frodare diverse istituzioni internazionali”. Dietro, per essere chiari, ci sarebbero movimenti in denaro e merci da parte della Skycom, una società completamente controllata da Huawei, che ripetutamente avrebbe tentato di vendere attrezzature americane all’Iran nonostante i divieti imposti da Stati Uniti e Unione Europea.
Questo è, diciamo così, l’antefatto. Attualmente, Meng Wanzhou è fuori su cauzione a Vancouver, dove possiede una villa con sette camere da letto del valore di circa 16 milioni di dollari canadesi, nell’esclusivo quartiere di Shaughnessy. Giorni fa, mentre si aggirava intorno alla lussuosa costruzione, è stata fermata una giovane cinese, studentessa della locale università. In realtà, dopo un accurato controllo, si è scoperto solo che la ragazza voleva dare un’occhiata a Meng da lei considerata, come da molti altri cinesi, una sorta di eroina nazionale vittima di “bullismo” da parte degli Stati Uniti. “Meng è una fonte di orgoglio nazionale in Cina, e volevo vedere se qui poteva conservare il suo stile di vita asiatico come è giusto che sia”, ha detto la ragazza. I canadesi, però, non sembrano d’accordo con lei. Si sono accorti della Meng dopo circa 3 mesi dall’arresto, ed ora la signora è frutto di curiosità anche per la grande comunità asiatica della città. Il fatto che un paio di giorni dopo la storia della studentessa cinese sia uscito fuori che la Meng possiede a Vancouver altre proprietà, tra cui un’altra villa milionaria in cui starebbe vivendo ora , ha fatto dire a molti che questo tipo di investimenti immobiliari stanno contribuendo non poco a rendere la città una delle più care e insostenibili di tutto il Nord America. In più, il fatto che Meng sebbene sotto processo possa muoversi liberamente in città anche se con un localizzatore GPS intorno alla caviglia, mentre parecchi canadesi arrestati in Cina per rappresaglia non possano farlo, rende ancora più tesa la situazione. Raramente, infatti, la tensione tra Canada è Cina è stata maggiore che in questi giorni. E, tanto per cominciare, lunedì della scorsa settimana, la Cina ha accusato Michael Kovrig di spiare e rubare segreti di stato grazie all’aiuto di un altro canadese, Michael Spavor. L’accusa è arrivata pochi giorni dopo che il Canada ha autorizzato l’udienza di estradizione della signora Meng a Vancouver, così prestissimo dovrebbe iniziare tutto presso la Corte Suprema della British Columbia.
E si prosegue così, tra colpi che arrivano da entrambe le parti. E se ai detenuti canadesi in Cina non è permesso nemmeno di avere contatti coi familiari, e visite di avvocati, quelli della signora Meng hanno annunciato di aver citato in giudizio membri della Canadian Border Services Agency, della Royal Canadian Mounted Police e il governo federale per aver violato i diritti costituzionali dell’accusata quando è stata detenuta in aeroporto per tre ore a dicembre, prima di essere arrestata. E se non bastasse, corre voce che la Huawei si stia preparando a citare in giudizio il governo degli Stati Uniti perché ha vietato alle agenzie federali di utilizzare i prodotti dell’azienda. Telefonini VS Stati Uniti? Sarà vero?
Noi continueremo a seguire la faccenda che ogni giorno di più sembra un libro di Le Carré.

RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.
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