Migranti, Meloni rivendica: “L’Italia non è più il campo profughi d’Europa”

Per anni all’Italia è stato chiesto di gestire il peso dell’immigrazione illegale. Lasciata spesso da sola, in Europa, a fronte di un principio ingiusto, quello secondo cui la maggior parte degli oneri spettassero ai Paesi di primo approdo. Oggi, a quasi quattro anni di distanza dal suo insediamento, Giorgia Meloni rivendica un cambio di passo senza precedenti, capace tra l’altro di esportare il suo modello in tutta Europa. Un modello fatto di sbarchi in forte calo, rimpatri in aumento e nuove regole che, se prima venivano etichettate figlie di una visione xenofoba, oggi sono invece applicate in tutta Europa. Un cambio di passo reso possibile soltanto da un diverso modo di porsi nei confronti dell’immigrazione clandestina e nell’esportare le proprie proposte agli alleati. Un cambio che, nelle parole della premier, può essere così riassunto: “Noi siamo l’Italia con un po’ di sana consapevolezza di quello che rappresentiamo e della forza che abbiamo, con qualche idea di buonsenso, noi possiamo indicare la rotta e non limitarci a inseguire o a seguire una rotta che è stata indicata da altri. Però per fare questo c’è bisogno di un governo di patrioti”.

 Il governo dei patrioti, dunque, quello di Giorgia Meloni, che ha ridotto sensibilmente gli sbarchi in un periodo internazionale complesso, con le tensioni in Medio Oriente, nell’Africa del Nord e in quella sub-sahariana. Era impensabile immaginare un calo degli sbarchi, ma è arrivato soprattutto grazie a un intero pacchetto di norme che, ogni giorno che passa, funziona meglio: “Ricorderà – ha detto Meloni al direttore del Tempo, Daniele Capezzone – che avevamo promesso soluzioni strutturali a questo problema, anche quando questo avesse richiesto più tempo. Abbiamo portato soluzioni strutturali su questo tema a livello nazionale, a livello europeo. Oggi possiamo dire che l’Italia non è più il campo profughi d’Europa”. E il punto è proprio che tali soluzioni funzionano in un periodo di così forte instabilità internazionale. A cui si aggiunga pure i maldestri tentativi di una certa magistratura – e non solo – di boicottare le iniziative del governo: Meloni si dice orgogliosa dei risultati “nonostante un contesto totalmente avverso e nonostante le palesi resistenze, gli evidenti tentativi di boicottaggio di chi ha provato in ogni modo in questi anni a remare contro. Io rimango convinta che se da tutte le parti dello Stato avessero remato sinceramente nella stessa direzione si sarebbe potuto fare ancora meglio e non dispero che prima o poi questo accadere”.

Non solo sbarchi in calo, però. C’è anche la pagina dell’aumento dei rimpatri: “Sono assolutamente convinta che una spinta decisiva arriverà su questo dall’attuazione del nuovo regolamento rimpatri dell’Unione Europea che ci consente, ricordiamolo, di rimpatriare più velocemente chi non ha titolo a stare da noi e ci consente – udite udite – di aprire centri per il rimpatrio nei paesi terzi, di fatto seguendo una strada che è stata aperta dall’Italia con il famoso, vituperatissimo protocollo con l’Albania che invece oggi diventa anche uno strumento del quale i vari Stati membri possono fare uso”. Insomma, tutte quelle proposte di Fratelli d’Italia contro l’immigrazione sono passate dall’essere etichettate all’essere seguite in tutta Europa: “Ricordo quando ci dicevano che le nostre idee, soprattutto in materia di contrasto all’immigrazione, erano delle idee eretiche, che erano addirittura contrarie alla civiltà giuridica europea. Sono fiera che oggi quelle idee siano la civiltà giuridica europea, atteso che sono norme dell’Unione Europea”.

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