“Esprimo la mia piena solidarietà a Elisa Rossini per quanto accaduto al termine del convegno “La violenza non ha genere”. Un incontro che affrontava un tema delicato e reale, che coinvolge tante persone, e che ha già subito tentativi di censura a dir poco inopportuni. Il fatto che si sia reso necessario l’intervento delle forze dell’ordine per evitare che la situazione degenerasse durante il convegno e al momento dell’uscita di Elisa Rossini mostra comportamenti incompatibili con il confronto democratico, tanto più paradossali quando provengono da chi afferma di battersi quotidianamente contro la violenza e la prevaricazione. La violenza, in qualunque forma si manifesti, non può essere giustificata dalle appartenenze politiche. La tutela delle donne e il rispetto della loro libertà di espressione non possono valere soltanto quando le loro idee sono condivise».
Lo dichiara il senatore Michele Barcaiuolo (FdI), coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Emilia-Romagna.
«Prendiamo atto positivamente della solidarietà espressa da un paio di consiglieri del Partito Democratico (guarda caso due uomini!) che ringraziamo. Colpisce, invece, il silenzio di tanti e di tante che, prima ancora che il convegno si svolgesse, avevano usato parole durissime per criticarne titolo e contenuti. A partire dal sindaco Mezzetti e dall’amministrazione comunale, che erano stati particolarmente tempestivi nell’intervenire pubblicamente contro il convegno e dai quali, di fronte a quanto accaduto durante il convegno, ci saremmo aspettati almeno la stessa sollecitudine. Ancora una volta, due pesi e due misure. E c’è un altro aspetto che non può essere ignorato. Il tema affrontato dal convegno appartiene anche alla storia e alla sensibilità del Partito Democratico, che forse, prima di impartire lezioni agli altri, dovrebbe fare i conti con le proprie diverse sensibilità e correnti. Ma al di là delle appartenenze politiche, quanto accaduto dovrebbe riportare tutti a un principio elementare: la violenza, l’intimidazione e il rifiuto del confronto democratico sono inaccettabili, sempre. Altrimenti, dietro le continue lezioni di morale, rischia di rimanere soltanto il più classico dei doppi standard», conclude Barcaiuolo.




























