Sono arrivati i risultati delle votazioni di Nova, il percorso partecipativo con cui il Movimento 5 Stelle ha costruito le proprie proposte programmatiche, per la costruzione del programma che poi il suo leader, Giuseppe Conte, dovrà presentare agli alleati del campo largo. Per poi capire, eventualmente, se ci saranno le condizioni giuste per creare un programma comune, quello del campo largo unito. Ci sono tanti punti di disaccordo. Troppi, suggerisce qualcuno, per costruire una coalizione unita. Troppi e su temi cruciali, come la politica internazionale: il 91% degli elettori del Movimento Cinque Stelle ha detto no all’invio di armi all’Ucraina. Non un buon inizio, considerando che Conte ha spiegato di non voler negoziare le scelte dei suoi elettori.
Oltre a questo risultato, ce ne sono altri, altrettanto significativi: il 91,8% ha votato contro l’aumento della spesa militare, il 94,1% contro il piano di riarmo europeo. E ancora, il 97,9% ha sostenuto la proposta relativa a una conferenza internazionale e al riconoscimento dello Stato di Palestina. Dunque, si capisce che il problema non è soltanto l’adesione al campo largo, che a questo punto sarà abbastanza complesso (ammesso che ci sia la preoccupazione di creare una visione comune, oppure sarà tutto rimandato a dopo le elezioni, unendosi di fatto soltanto con il pretesto di battere il centrodestra). Il problema più grave, insomma, sorgerebbe nel caso, ipotetico, di vittoria delle elezioni da parte del centrosinistra: vi immaginate andare in Europa o alla Nato e dire di aver fatto delle mosse che, di fatto, favoriscono il blocco orientale?
Non solo politica estera, tuttavia. C’è il capitolo, irricevibile, dei diritti civili. Il 94,2% ha votato a favore del matrimonio egualitario, il 94,7% per una legge contro l’omolesbobitransfobia e il 95,9% per una legge sul fine vita. Poi però arrivano una serie di dati che non convincono totalmente gli elettori del Movimento: a partire dalle adozioni omogenitoriali, che vede d’accordo l’84,3%. E poi ci sono cannabis, Ius scholae e voto ai sedicenni: rispettivamente 84,5%, 89,4% e 84,4%. Se neppure all’interno dello stesso partito non si è totalmente convinti di una proposta, come si potrebbero presentare certe proposte al cospetto degli alleati e, poi, eventualmente, al cospetto di tutti gli elettori italiani?
Poi, quello che non ti aspetti. All’improvviso, il Movimento Cinque Stelle che ha sempre criticato le politiche anti-clandestini del Governo Meloni, si ritrova a sostenere la proposta di istituire un “Ministero delle politiche migratorie e dell’integrazione”. E insieme a questo, si inizia a parlare di “sovranità energetica”, quando fino a poco fa dichiararsi sovranista voleva dire ritrovarsi accusato di fascismo. Come cambiano i tempi per il camaleontico Movimento Cinque Stelle, quel fantastico partito che cambia forma da maggioranza e opposizione e che ora si ritrova, costantemente, a minacciare la tenuta già di per sé fragile del campo largo. Nova, insomma, rischia di essere un elenco di condizioni da presentare a quelli che sulla carta dovrebbero essere alleati. Ora bisognerà capire cosa sarà ricevuto dal campo largo e a quale prezzo: snaturare ancora una volta la sinistra, ridurre la credibilità internazionale dell’Italia o perdere consensi?



























