Omicidio Sara Di Pietrantonio, Cassazione: no a sconti di pena, valutare ergastolo

8 giugno 2016 – Sara muore nelle prime ore della mattina per opera dell’ex che aveva lasciato. Inseguita, acchiappata, picchiata, strangolata e poi il suo corpo bruciato come spazzatura in un campo.Unica colpa di questa ragazza fragile e bella come una farfalla è non aver voluto continuare una storia con Vincenzo Paduano, un ragazzo che frequentava da un po’, che diceva di amarla di volerla proteggere per sempre. Frasi che rendono più difficile per Sara chiudere quella storia che cominciata sotto i migliori auspici è diventata un inferno per colpa della gelosia ossessiva di Vincenzo.Alla fine lei chiude, non lo vede più. Lui no, nella sua mente non chiude affatto, ma immagina solo come farla pagare a quella ragazza che gli è sfuggita, e che ora va in pizzeria con un altro. Così si prepara. La segue mentre lei torna a casa, e in un tratto di strada solitario e circondato da sterpaglie, sperona l’auto di Sara e la manda fuori strada. Solo allora probabilmente la povera ragazza capisce cosa sta accadendo, e tenta di fuggire. Riesce a fare solo 200 passi prima che lui l’afferri e la uccida senza pietà, per poi dare fuoco al corpo della ragazza che sosteneva di amare oltre se stesso.Va via così la vita di Sara, bellissima, buona, intelligente, talentuosa ballerina di danza moderna con un sicuro futuro davanti a sé. Il medico legale dice che quando Vincenzo Paduano da fuoco al corpo di Sara, lei è già morta. Tutti sperano che sia così, se non altro perché almeno si sarà risparmiata l’orrore puro del suo corpo che arde, il dolore, l’ineluttabilità di quello che è delinquente le ha appena fatto. Da subito viene contestato a Paduano l’omicidio di primo grado con la premeditazione. Non è stato un delitto d’impeto, ma un crimine ben pianificato, studiato a tavolino per scegliere il punto migliore in cui colpire, e con la volontà di mettere in pratica qualcosa di davvero cruento al punto di portare in auto il liquido infiammabile con cui bruciare la ragazza. Lui, perfetta faccia di bronzo, ben lontano da un pentimento vero, si difende. Blatera: “Innanzi tutto dico che non è stato un gesto premeditato, non so ricostruire quello che è accaduto, e non saprei dare una versione di quanto accaduto. Potrei averla pestata, strangolata, e poi potrei essere tornata in un solo momento a bruciarla. Ho rimosso tutto”. Troppo facile, Vincenzo. Davvero troppo facile. Uno spietato assassino che si nasconde dietro all’amnesia di comodo, ma che subito dopo il suo efferato delitto ebbe la faccia di andarsene a lavorare come se nulla fosse, facendosi trovare da un collega mentre leggeva tranquillamente un libro. Alla fine, in secondo grado di giudizio, ricorrendo a tutte le attenuanti previste dalla legge, Vincenzo Paduano viene condannato a trent’anni, quindi si salva dall’ergastolo. Se non fosse che la Corte di Cassazione non la pensa allo stesso modo. Infatti, il procuratore generale della Cassazione, Stefano Tocci, ha chiesto l’annullamento con rinvio della condanna a 30 anni di reclusione nei confronti di Vincenzo Paduano per l’omicidio della ex fidanzata Sara Di Pietrantonio del 29 maggio 2016. Secondo Tocci, “non vi è alcun dubbio che Vincenzo Paduano è responsabile di tutti i reati che gli sono stati contestati, e non devono essergli concesse attenuanti: piuttosto, va celebrato un processo d’appello bis per valutare la sua condanna all’ergastolo”. Soprattutto si fa riferimento nella sentenza del reato di stalking che in appello è stato giudicato assorbito dal reato di omicidio, permettendo così uno sconto di pena. A questo punto la strada è quella che era stata imboccata in primo grado, con l’ autonoma sussistenza del reato di stalking e quindi l’impossibilità per questo efferato assassino di ottenere un importante sconto di pena. Adesso torniamo tutti a sperare che la faccia quel che deve.

RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.
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