Orbán è un dittatore, nessun aiuto all’Ungheria. Dichiarazione scioccante della dem Quartapelle

Il pd, esperto collettore di buoni sentimenti un tot al chilo, in questo frangente così particolare ha dato il meglio di sè, sfoderando con fierezza le lame della retorica con slogan che rimarranno nella storia: dall’abbraccia un cinese, a Milano non si ferma a suon di spritz. Sono buonissimi i dem, ma anche accoglienti e colti. Poi arriva lei, la sempre misurata Quartapelle, che ispirata dal sacro fuoco della difesa a oltranza dei valori democratici, con due righe su Twitter sfonda come un ariete il muro dell’ipocrisia e si manifesta al naturale. A suo parere Orbán sarebbe un dittatore, che in barba ai principi di libertà avrebbe assunto i pieni poteri per fronteggiare l’epidemia, ergo … l’Europa non deve concedere all’ungheria alcun aiuto economico contro il coronavirus. Com’é umana lei.
Alla Quartapelle non piace che si commentino in maniera critica le sue dichiarazioni, in occasione delle macroscopiche contraddizioni sul MES, per il quale a giugno dai banchi dell’opposizione manifestava pesanti perplessità, per poi cambiare idea a seguito dell’incuicione con m5s, disse che le sembrava “lunare” che le si facessero le pulci. Faremo una cosa lunare, ma ci va di farle le pulci anche questa volta.
Prima parte del Twitt: Orbán é un dittatore.
Lia Quartapelle è esperta di politica internazionale, non si è però accorta che Orbán è primo ministro a seguito della celebrazione di libere elezioni e che la carta costituzionale ungherese prevede la possibilità di attribuire al governo poteri speciali in caso di pericolo. Il parlamento ungherese, liberamente eletto dal popolo, ha votato una legge nel pieno rispetto della costituzione. Forse è questo il concetto complicato da capire per la deputata. Ricordiamo a noi stessi che lei sostiene una maggioranza appiccicaticcia, che non si è confrontata con l’elettorato e con a capo un Premier sconosciuto alle urne, che ha assunto su di sè poteri enormi a suon di decreti escludendo totalmente il parlamento.
Ma veniamo alla chiosa del twitt.
Nessun aiuto dall’Europa per fronteggiare l’epidemia in Ungheria.
Lia Quartapelle è esperta di cooperazione internazionale, dovrebbe dunque essere teoricamente votata alla solidarietà nelle situazioni di maggior fragilità, ma se il governo di una Nazione non le garba, tutta la popolazione può morire sterminata.
Un concetto di una ferocia e di una gravità assolute, ma che mostra anche una mancanza di comprensione totale della situazione, forse crede che il virus faccia dei distinguo in base alle tessere di partito? Cosa immagina, che Soros paghi una pronta a caricare casse di pipistrelli infetti imballate a dovere da scaricare a Budapest? L’epidemia è e resta un male comune, non è selettivo, colpisce buoni e cattivi e andrebbe affrontato facendo uno sforzo corale e trasversale.
Ebbene capiamo la frustrazione di chi ha dovuto cedere il passo a Di Maio al ministero degli Esteri, ma per una volta, tra i due mali, possiamo dire che ci è capitato il minore, perché se fosse stata lei alla Farnesina avremmo avuto un ministro sì più titolato, ma decisamente spietato.

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