Periferie: da FdI documento per un nuovo modello sociale

Del Debbio: "Condivido le idee, trattare male i più deboli è da società di Serie C"

“Condivido fino in fondo il documento preparato da Fratelli d’Italia sulle periferie e sulla disuguaglianza e l’emarginazione. Le periferie non vedono un piano di recupero dal piano Fanfani. Ce n’è stato uno degli anni 70-80: l’urbanistica e l’architettura di sinistra ha dominato in Italia e ha prodotto lo Zen a Palermo e le Vele a Napoli. Perché si considerava che quelli fossero abitazioni per operai, non per persone”. Lo ha detto il giornalista e conduttore televisivo Paolo Del Debbio intervenendo alla Conferenza programmatica di Fratelli d’Italia in corso a Milano.

 

“Che ci voglia la televisione per risolvere un problema mi fa schifo. – ha aggiunto – Il mio tema principale sono le periferie, dove vive la maggioranza degli italiani: devono diventare città come lo sono il resto delle città. E poi c’è un problema di sicurezza, perché nelle periferie italiane serve un’opera di repressione profonda e capillare: occorre pulire le periferie. Il livello di civiltà di una società, di una nazione, si misura da come si trattano i più deboli. Se vengono trattati male loro, quella civiltà è di serie B o C, ma la nostra tradizione è di serie A. Occorre un piano nazionale con un’anagrafe territoriale per destinare bene i soldi necessari, anziché distribuirli a caso”. “Non possiamo affidare il recupero a quattro improvvisati”, perché, ha concluso, “mi sono accorto che sui temi ci ragionate, avete un ufficio studi, fate le conferenze programmatiche: si fa così”.

 

Dei dieci punti del documento predisposto da Fratelli d’Italia sul tema ha parlato il deputato e responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli: “I casermoni-alveari nelle periferie sono strumenti per impedire che le persone provino a migliorare le proprie condizioni di vita. Vogliamo liberare le persone dalla povertà: uno stato giusto non ama i poveri, vuole dargli la possibilità di diventare ricchi. Ma finché esistono gli alveari dobbiamo mettere un tetto al numero di stranieri negli alloggi popolari: non può esistere che gli italiani siano la minoranza. Non può continuare il principio per cui l’ultimo immigrato arrivato ruba il posto agli Italiani che aspettano da anni. Ed è anche interesse degli immigrati, perché si possono integrare solo se inseriti in un contesto”.

 

Ma l’accoglienza è “una mangiatoia della sinistra e delle cooperative che lucrano su quella disperazione”. Per FdI, fra le cose su cui intervenire, c’è il reddito di cittadinanza: “Va superato”, ha sottolineato Donzelli, perché occorre “restituire la speranza che la sinistra nega ai giovani, costretti da anni ad essere aiutati dai loro nonni. Noi non amiamo i poveri, – ha concluso – amiamo una nazione in cui i poveri possono sperare di diventare ricchi”.

Redazione
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La Redazione de La Voce del Patriota

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