“Cambiamenti climatici e proliferazione delle specie aliene rendono vulnerabile il mare Adriatico ed è nostro compito trovare soluzioni che in nome della sostenibilità ambientale non sacrifichino quella economica e sociale”.
Queste le prime dichiarazioni del sottosegretario al Masaf, senatore Patrizio La Pietra, in occasione della sua partecipazione a Bari, presso la Camera di Commercio, al convegno tecnico nazionale “Navigare il cambiamento. PN FEAMPA 2021-2027, l’emergenza climatica e le prospettive europee per il post 2027”.
“Non possiamo accettare che la difesa dell’ambiente – ha inoltre aggiunto il sottosegretario La Pietra – si traduca nella desertificazione delle nostre banchine o nella resa produttiva a favore di mercati esteri. Il futuro va programmato, come abbiamo già fatto, tramite lo stanziamento di risorse, ma anche grazie alla riforma degli ammortizzatori sociali, per introdurre tutele reali nei periodi di fermo pesca e di crisi produttiva, equiparando finalmente i lavoratori del mare a quelli dell’agricoltura e riconoscendoli a tutti gli effetti come agricoltori del mare. Tutto questo senza trascurare il presente, come dimostra il decreto voluto dal ministro Lollobrigida, che stanzia 10 milioni di euro per il credito di imposta relativo all’acquisto di carburante per i nostri pescherecci, con un sostegno concreto, che si somma alla rimodulazione dei fondi Feampa, che siamo riusciti a ottenere e che prevedono 70 milioni di euro stanziati tramite il programma PN FEAMPA 2021-2027 per indennizzare le imprese di pesca e acquacoltura per i maggiori costi del gasolio e dell’energia causati dal conflitto in Medio Oriente. In questo percorso serve l’aiuto di tutti, dal governo nazionale al supporto delle Regioni, come evidenziato dalla riunione odierna, avendo ben chiare le linee guida che devono essere innovazione tecnologica, diversificazione del reddito e una forte azione diplomatica a Bruxelles, dove continueremo a batterci contro quelle politiche restrittive dell’Unione Europea che riducono linearmente i giorni di pesca, pretendendo invece regole omogenee per tutto il bacino del Mediterraneo, al fine di evitare la concorrenza sleale dei Paesi terzi”.



























