Per cinque anni ai romani è stato raccontato che la città sarebbe cambiata. Che la tassa sui rifiuti sarebbe diminuita, che la raccolta differenziata avrebbe raggiunto livelli da capitale europea e che Roma avrebbe finalmente voltato pagina. Oggi, invece, la realtà presenta il conto.
La Giunta Gualtieri ha approvato un aumento della TARI di oltre il 5%, mentre il costo complessivo del servizio rifiuti supera i 921 milioni di euro. Un dato che arriva dopo una stagione in cui Roma ha beneficiato di risorse straordinarie provenienti dal Governo nazionale, tra fondi per il Giubileo, PNRR e altri investimenti destinati alla Capitale. Eppure, invece di alleggerire il peso fiscale sui cittadini, il Campidoglio sceglie ancora una volta la strada più semplice: aumentare le tasse.
Il problema non è soltanto l’aumento della TARI. Il problema è ciò che i romani vedono ogni giorno uscendo di casa.
Dalle periferie ai quartieri più centrali, cumuli di rifiuti, marciapiedi sporchi, aree verdi abbandonate e strade dissestate sono diventati parte del paesaggio urbano. Le periferie continuano a essere le grandi dimenticate: luoghi dove il decoro sembra un ricordo lontano e dove i cittadini si sentono abbandonati dalle istituzioni.
L’amministrazione giustifica gli aumenti richiamando gli adeguamenti previsti da ARERA. Ma le regole valgono per tutti i Comuni italiani. Ciò che cambia è la capacità amministrativa di contenere i costi e migliorare il servizio. Se il Piano Economico Finanziario cresce anno dopo anno, il nodo non è il regolatore nazionale: è la gestione del sistema romano dei rifiuti.
Ancora più evidente è la distanza tra promesse e risultati. Nel 2021 era stata annunciata una riduzione della TARI del 20% e un deciso incremento della raccolta differenziata. Oggi, invece, i cittadini pagano di più e gli obiettivi dichiarati non risultano raggiunti secondo i dati richiamati nella nota allegata.
Il paradosso è tutto qui: mentre il Governo Meloni ha destinato alla Capitale risorse senza precedenti per affrontare le grandi sfide della città, il Campidoglio continua a chiedere nuovi sacrifici economici alle famiglie e alle imprese. Una scelta che alimenta un interrogativo inevitabile: dove sono finiti i benefici attesi per i cittadini?
Roma merita molto di più di una città dove aumentano le tasse mentre il degrado resta sotto gli occhi di tutti. Una Capitale europea non può chiedere continuamente nuovi contributi ai propri cittadini senza garantire servizi all’altezza. Perché quando aumenta il conto, ma non migliora la città, non si parla più di sacrifici necessari: si parla di un fallimento amministrativo.



























