Un lungo elenco di numeri da mettere sul tavolo del confronto. Fratelli d’Italia sceglie questa strada per raccontare il Governo Meloni in vista del traguardo dei quattro anni: «Il Governo più stabile, l’Italia più forte» è il messaggio della nuova campagna, accompagnato da un dossier di 28 pagine che attraversa lavoro, famiglie, fisco, sicurezza, immigrazione, sanità, imprese, agricoltura, energia, scuola e politica estera.
Il filo conduttore è semplice. Dopo una lunga stagione nella quale l’Italia aveva abituato cittadini e interlocutori internazionali a governi brevi, maggioranze fragili e continui cambi di rotta, FdI rivendica la stabilità politica come il presupposto dei risultati ottenuti. E prova a trasformare quella stabilità in qualcosa di immediatamente misurabile.
Il primo terreno è quello del lavoro. Il dossier parte dai 23,252 milioni di occupati del novembre 2022 e arriva ai 24,370 milioni del luglio 2026: oltre un milione in più. Il tasso di occupazione viene indicato al massimo storico del 63,2 per cento, mentre la disoccupazione generale sarebbe scesa dal 7,8 al 5,8 per cento. Anche il dato qualitativo entra nella campagna: i lavoratori a tempo indeterminato passano, secondo i numeri riportati, da 15,250 a 16,583 milioni, mentre quelli con contratto a termine diminuiscono di 534 mila. E c’è un altro dato sul quale FdI insiste: il tasso di occupazione femminile avrebbe raggiunto il 54,5 per cento, contro il 51,6 per cento del novembre 2022.
È qui che la comunicazione del partito prova a colpire una delle critiche più ripetute contro il centrodestra: quella di un Governo interessato alla crescita dei numeri ma meno alla stabilità del lavoro. La risposta politica del dossier è esattamente opposta: più occupazione e meno precarietà.
Poi ci sono le famiglie. Il materiale ricorda il Bonus Mamme, salito nel 2026 da 40 a 60 euro mensili per le lavoratrici con almeno due figli e Isee fino a 40 mila euro, i tre mesi di congedo parentale indennizzati all’80 per cento, il Bonus Nido fino a 3.600 euro e il contributo da mille euro per le nuove nascite. A questi si aggiungono la modifica dell’Isee per favorire maggiormente i nuclei numerosi e il Piano Casa, presentato con una dotazione di 10 miliardi per oltre 100 mila alloggi in dieci anni.
Meno tasse e più reddito
Uno dei capitoli politicamente più importanti riguarda il fisco. Fratelli d’Italia rivendica oltre 21 miliardi di euro immessi nelle tasche degli italiani, attraverso la riforma dell’Irpef e il taglio del cuneo fiscale.
Il dossier mette a confronto le aliquote: quella applicata alla fascia tra 15 mila e 28 mila euro passa dal 25 al 23 per cento, mentre tra 28 mila e 50 mila euro si scende dal 35 al 33 per cento. Accanto agli interventi sull’Irpef vengono ricordati il nuovo sistema di detrazioni e indennità sul lavoro, l’allargamento del regime forfettario per le partite Iva fino a 85 mila euro di fatturato e l’aumento della soglia dei fringe benefit a mille euro, che diventano 2 mila per chi ha figli.
Anche sul lavoro pubblico il messaggio è costruito intorno a una parola: rinnovi. Sanità, scuola, sicurezza, funzioni centrali ed enti locali vengono presentati come comparti nei quali anni di contratti bloccati hanno lasciato spazio a una nuova stagione di incrementi retributivi.
Ma probabilmente il dato che meglio sintetizza la narrativa economica scelta da FdI è un altro.
Lo spread da 233 a meno di 80 punti
Nel giorno dell’insediamento del Governo Meloni il differenziale tra Btp e Bund era a 233 punti base. Il dossier lo colloca oggi sotto quota 80. Una riduzione di circa due terzi che il partito utilizza come misuratore della fiducia dei mercati e della credibilità riconquistata dall’Italia.
Alla diminuzione dello spread si accompagna quella del deficit: dall’8,1 per cento del Pil nel 2022 al 3,1 per cento nel 2025. E FdI sottolinea anche il simbolico incrocio con la Francia, con i rendimenti dei titoli italiani scesi sotto quelli francesi.
Il messaggio politico è evidente: l’Italia che per anni veniva raccontata come il grande malato d’Europa non è più osservata con diffidenza mentre altri grandi Paesi del continente fanno i conti con instabilità politica e difficoltà economiche.
Immigrazione, il terreno identitario
C’è poi uno dei dossier sui quali Giorgia Meloni ha costruito una parte decisiva della propria identità politica.
Nei primi sette mesi del 2026, secondo i dati riportati dalla campagna, sono sbarcati in Italia circa 16 mila immigrati: 55 per cento in meno rispetto allo stesso periodo del 2025 e 80 per cento in meno rispetto al 2023. Sul fronte opposto, dal primo gennaio al 26 agosto vengono indicati 5.620 rimpatri.
Qui la rivendicazione di Fratelli d’Italia va oltre i numeri nazionali. Il partito presenta il «modello Meloni» come una linea ormai entrata nel dibattito europeo: controllo dei confini, accordi con i Paesi di origine e transito, contrasto ai trafficanti e possibilità di realizzare centri di rimpatrio fuori dall’Unione europea. Il protocollo con l’Albania viene quindi inserito in una strategia più ampia, insieme al Piano Mattei e alla costruzione di nuovi rapporti con l’Africa.
Sicurezza, mafia e presenza dello Stato
Un’altra parte consistente della campagna riguarda la sicurezza. Il dossier rivendica 45 mila assunzioni nelle forze dell’ordine, altre 25 mila previste entro la fine della legislatura e circa 4 mila operazioni «Alto impatto», con oltre un milione di persone controllate.
Sul contrasto alla criminalità organizzata vengono messi in fila 108 latitanti catturati, 278 maxioperazioni, 4.177 arresti, 18 mila beni confiscati destinati alla collettività e 2.251 interdittive antimafia.
Anche qui la comunicazione non cerca sfumature: «Lo Stato torna forte» e «Tolleranza zero con la criminalità» sono le formule scelte. Il modello Caivano, il rafforzamento delle norme contro le occupazioni abusive e le baby gang, il piano per nuovi posti nelle carceri e le misure sulle droghe vengono presentati come tasselli della stessa strategia.
Sanità, export e agricoltura
Sul Fondo sanitario nazionale il confronto proposto è tra i 126 miliardi del 2022 e quasi 143 miliardi previsti per il 2026. Il Governo rivendica inoltre oltre 1,6 milioni di prestazioni sanitarie in più effettuate nei tempi di garanzia durante il primo semestre del 2026.
Poi l’export. Dai 626 miliardi del 2022 agli oltre 643 miliardi del 2025, con l’obiettivo dichiarato di raggiungere quota 700 miliardi entro il 2027. Ancora più netto è il cambiamento della bilancia commerciale raccontato nel dossier: dai 34 miliardi di passivo del 2022 a un avanzo di 50,7 miliardi nel 2025.
L’agricoltura occupa un intero capitolo. FdI rivendica 16,8 miliardi di investimenti del ministero dell’Agricoltura nel triennio 2023-2025, un valore aggiunto agricolo salito a 46,6 miliardi e un export agroalimentare arrivato nel 2025 al record di 72,4 miliardi. A questo si affiancano ColtivaItalia, la battaglia sulla Pac, le norme contro l’agropirateria e la scelta italiana contro la carne coltivata.
Dal nucleare all’intelligenza artificiale
La campagna vuole però raccontare anche un Governo che non vive soltanto delle battaglie tradizionali del centrodestra.
Sul fronte energetico compaiono i circa 24 gigawatt di nuova capacità rinnovabile installata dall’ottobre 2022 all’aprile 2026, ma soprattutto il ritorno del nucleare come prospettiva strategica nazionale: piccoli reattori modulari, tecnologie di nuova generazione e costruzione di una filiera italiana con realtà come Enel, Ansaldo e Leonardo.
Sull’intelligenza artificiale il dossier rivendica invece il ruolo italiano durante la presidenza del G7, la legislazione nazionale sull’IA e il miliardo affidato a Cdp Venture Capital per sostenere filiera, imprese e startup italiane. La formula scelta è quella di una tecnologia «al servizio dell’uomo», accompagnata dalla tutela del diritto d’autore e dal contrasto a deepfake e truffe.
Ci sono infine scuola, università, cultura e sport. L’abbandono scolastico viene indicato in discesa dall’11,5 al 7,3 per cento; il Fondo di finanziamento ordinario delle università arriva a 9,4 miliardi; la campagna ricorda l’ingresso dello sport nell’articolo 33 della Costituzione e 3,8 miliardi di risorse destinate al settore.
La stabilità che produce risultati
Quattro anni dopo, il punto politico è questo: la stabilità non è stata immobilismo. È servita a governare, scegliere, correggere errori ereditati e portare a casa risultati che oggi Fratelli d’Italia mette nero su bianco.
Più di un milione di occupati in più, disoccupazione ai minimi, lavoro stabile in crescita, spread ridotto di circa due terzi, deficit riportato verso il 3 per cento, sbarchi drasticamente diminuiti, rimpatri aumentati, investimenti sulla sicurezza, sulla sanità, sull’agricoltura e sulle famiglie. Poi il ritorno del nucleare nell’agenda nazionale, il Piano Mattei, la difesa del Made in Italy e una politica estera che ha restituito all’Italia peso e credibilità.
Nel 2022 la sinistra annunciava isolamento internazionale, disastri sui conti pubblici e un Paese destinato a precipitare. Quattro anni dopo, la fotografia raccontata da questa campagna è un’altra: un Governo che ha retto e un’Italia che ha rialzato la testa.
I numeri raccolti in queste 28 pagine sono il bilancio con cui Giorgia Meloni e il centrodestra si presentano all’ultimo tratto della legislatura. E, soprattutto, la base dalla quale intendono ripartire.



























