“Per mesi abbiamo assistito a una incredibile campagna di vittimismo mediatico in cui Sigfrido Ranucci, con la sponda complice della sinistra, ha cavalcato l’attentato subìto per gettare discredito su Fratelli d’Italia, evocando inesistenti climi d’odio e matrici politiche. Oggi dall’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci, grazie a quanto sta emergendo dalla stampa, scopriamo che il conduttore di Report sarebbe coinvolto in dinamiche che ricordano le peggiori spy story, facendo crollare miseramente quel castello di fango. Altro che martire della libertà d’informazione minacciato dalla politica, a cui venne tributato uno scrosciante applauso dall’Anm, le carte racconterebbero di chat segrete, documenti d’indagine scambiati tramite interposte persone e ore di telefonate criptate per concordare versioni di comodo. Insomma, chi accusava la destra nei salotti televisivi, al telefono si inventava alibi per salvare chi aveva ordinato di piazzargli una bomba. Di fronte a queste evidenze inquietanti, che delineerebbero un quadro di presunto depistaggio e inquinamento probatorio, non è più accettabile il silenzio dello stesso Ranucci. Per quale ragione sarebbe stato a telefono con Lavitola per oltre due ore, subito dopo la perquisizione di quest’ultimo da parte dei Carabinieri? E cosa avevano da dirsi? Ma soprattutto davanti a quanto sta emergendo è arrivato il momento che il conduttore di Report chieda scusa a Fratelli d’Italia ed a chi nel partito è stato vittima, senza alcuna ragione, delle sue campagne mediatiche di delegittimazione. Pretendiamo che quelle calunnie non restino sospese a continuare a macchiare l’onorabilità di FdI e la rispettabilità dei suoi esponenti”.
Lo dichiara il vicepresidente del gruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Antonella Zedda.



























