Rassemblement National ancora primo nei sondaggi per l’Eliseo. Cresce la speranza di un nuovo asset in UE

Le elezioni presidenziali francesi previste per il 18 aprile 2027 si avvicinano e il Rassemblement National, forza politica della destra identitaria francese, continua a volare nei sondaggi. 

Secondo l’istituto di ricerca Toluna- Harris, Marine Le Pen sarebbe la grande favorita nello scontro per la conquista dell’Eliseo, indipendentemente dall’avversario politico con cui dovrà confrontarsi. Il sondaggio infatti, rivela che al primo turno la leader di RN batterebbe sia Edouard Philippe, candidato del centrodestra (57% contro 43%), che Jean-Luc Mélenchon, candidato del partito progressista La France Insoumise (69% contro 31%). 

Un’ulteriore conferma arriva anche dall’istituto Odoxa-Mascaret: secondo quest’ultima rilevazione, commissionata da Public Sènat e dalla stampa regionale, la popolarità del Premier Emmanuel Macron sarebbe scesa di ben 7 punti da giugno 2026, mentre quella di Le Pen solo di 4, restando comunque saldamente in testa alla classifica di gradimento, insieme a Jordan Bardella, con il 35% di intervistati che dichiarano di sostenerli.

Il risultato elettorale in Senato: RN spunta 9 eletti

Sintomatico, e non poco, il risultato delle elezioni di domenica scorsa per il parziale rinnovo del Senato francese: il Rassemblement National, che già nel 2023 aveva eletto tre senatori, ne porta a casa altri nove e per la prima volta potrà formare un gruppo al Palais du Luxembourg.

“Una vittoria storica” ha commentato Marine Le Pen, ma soprattutto la conferma di un’ascesa del consenso popolare che non sembra volersi fermare. 

Fuoco su Bardella: accuse di razzismo da Mediapart. Ma lui respinge: “Grossolane invenzioni”

Che i motori si stiano surriscaldando in vista delle elezioni presidenziali, lo dimostrano anche le prime mine innescate contro la destra identitaria. Non ultima, l’inchiesta pubblicata il 28 settembre dal sito online Mediapart che ha accusato il trentaduenne Jordan Bardella, stella nascente di RN, di avere pronunciato frasi a sfondo razziale e contro Israele risalenti al 2013 e al 2015, cioè quando il giovane leader del Rassemblement National aveva circa diciott’anni. 

Bardella, che ha negato di avere pronunciato frasi simili sia in contesti pubblici che privati, ha subito contrattaccato, denunciando il tentativo di “certa stampa militante” di “assecondare operazioni sotterranee per destabilizzare la campagna presidenziale” e attentare al suo onore.

Procaccini: “Il Ppe non vuole avere rapporti con i Patriots. Considero questo rifiuto del dialogo un errore”

Dal canto suo l’Ecr sembra avere le idee chiarissime sui rapporti politici da tenere con il Rassemblement National. La posizione del gruppo europeo è stata ben riassunta dal suo co-presidente ed eurodeputato di Fratelli d’Italia Nicola Procaccini, che la scorsa settimana ha dichiarato all’Ansa che in caso di una vittoria di RN all’Eliseo “l’Europa dovrebbe essere pronta a confrontarsi e collaborare con il nuovo governo francese” e che reputa Le Pen e Jordan Bardella “persone ragionevoli e pragmatiche, come Giorgia Meloni” seppur la forza politica che rappresentano sia “storicamente meno filo-occidentale e meno filo-europea di Fratelli d’Italia”.

Ha poi concluso Procaccini: “Il Ppe deve avere fin da oggi ancora più coraggio nel realizzare una maggioranza di centrodestra, cosa che in parte è già accaduta, ad esempio per superare alcune parti del Green Deal che ha penalizzato la competitività europea. Oggi sappiamo che per cambiare quella legislazione serve una maggioranza di centrodestra, ma il problema è che il Ppe non vuole avere rapporti con i Patriots. Io considero questo rifiuto del dialogo un errore: in Parlamento si dovrebbe votare sulla sostanza dei provvedimenti e non sulla base di pregiudizi ideologici”. 

Una posizione, quella di Procaccini, che oltre ad essere pragmatica sembra rispondere anche alla volontà popolare che sta chiedendo forte e chiaro un cambiamento radicale delle politiche e dell’asset UE. Non ci resta che sperare che il messaggio arrivi a tutto il centrodestra e che nessuno, soprattutto, si tiri indietro. 

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Federica Giovannucci
Federica Giovannucci
Federica Giovannucci, romana, conservatrice identitaria, cristiana. Ho lavorato per molti anni nel Terzo Settore, nell'ambito della progettazione culturale. Lettrice compulsiva, sono appassionata di politica e storia delle religioni.

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