Reddito di Cittadinanza: Fratelli d’Italia presenta gli emendamenti.

No all’inutile assistenzialismo proposto dal Movimento 5 Stelle all’interno del decretone, ma piuttosto misure a sostegno dei veri bisognosi e sgravi fiscali per chi crea nuovi posti di lavoro.

È questa la linea indicata da Fratelli d’Italia, presentando a Palazzo Madama gli emendamenti al decreto legge sul reddito di cittadinanza. Un provvedimento che, a causa dei problemi interni alla maggioranza, ha ancora una volta ha bloccato i lavori in Senato e che contiene misure che aiutano soprattutto immigrati, nomadi, furbi, evasori e dimentica gli italiani onesti.

“Non reddito di cittadinanza, ma di cittadinanza” lapidario il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia Luca Ciriani, che orgoglioso mostra i faldoni con 1000 emendamenti. “Il nostro intento è quello di migliorare un testo scritto in fretta con il solo scopo di ottenere consensi prima delle elezioni europee. Una legge clientelare ed elettorale che Fratelli d’Italia tenta di correggere” spiega Ciriani, che aggiunge “è necessario inserire nel decreto sgravi fiscali per le imprese che assumono perché la dignità del lavoratore si ottiene con il e non con le mance di stato”.

“Siamo passati dal reddito di inclusione targato PD, al reddito di esclusione targato Grillo”, replica invece il senatore Stefano Bertacco, componente della commissione lavoro. “Per Fratelli d’Italia, ‘Prima gli italiani’ non è solo uno slogan, ma un concetto del quale è doveroso tener conto all’interno del provvedimento dando, ad esempio, il reddito di cittadinanza solo ai cittadini italiani ed eliminando l’obbligo dei due anni di residenza per gli italiani tornati dall’estero, incalza Bertacco. Inoltre, gli emendamenti FdI, puntano ad escludere dal reddito chi delinque, così come i pregiudicati. Da noi giunge un no secco alla truffa del reddito di cittadinanza grillino”.

“Con questi emendamenti cerchiamo di limitare, continua Bertacco, i danni proponendo misure a sostegno delle famiglie, degli invalidi e altre agevolazioni per favorire il e aiutare gli italiani, suggerendo, ad esempio, riduzione delle tasse per le imprese che assumono”.

Un testo per FdI, quindi, povero che non contiene nessuna misura a sostegno dei veri bisognosi, nessuna agevolazione per le famiglie, né per i giovani che acquistano la prima casa. Nessun supporto nemmeno per chi crea lavoro. “Gli italiani, nel testo incompleto e poco efficace di questo decreto, vengono completamente dimenticati” ammette in conclusione amaramente Ciriani.

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