Reggio Emilia. Barcaiuolo (FdI): «Per il Consigliere Pd Casella chi vota a destra è “feccia”, si dimetta e chieda scusa ai cittadini»

«Una di quelle fecce che poi vi votano, perché quella gente lì, poi dopo vi votano”. Al netto dell’italiano decisamente rivedibile, il pensiero espresso dal consigliere comunale del Partito Democratico di Reggio Emilia Antonio Casella è chiarissimo: chi vota a destra sarebbe “feccia”. Non un avversario politico, non un cittadino con idee diverse dalle sue, ma semplicemente “feccia”. Sarebbe quasi comico soffermarsi sulla forma con cui Casella riesce a esprimere il proprio disprezzo, ma purtroppo non ci troviamo di fronte a uno spettacolo di cabaret: siamo in Consiglio comunale a Reggio Emilia e le sue parole sono gravissime». Lo dichiara il senatore Michele Barcaiuolo, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Emilia-Romagna.

«Questa sarebbe la classe dirigente del Partito Democratico che ogni giorno impartisce al mondo lezioni di cittadinanza, rispetto e democrazia? Evidentemente il rispetto vale soltanto finché i cittadini votano dalla sua parte. Se invece scelgono il centrodestra possono essere insultati e accomunati alla “feccia”. Casella è un consigliere comunale: quando siede in quell’aula rappresenta un’istituzione che appartiene a tutti i reggiani, compresi quelli che non voterebbero mai per lui o per il suo partito. Se non è in grado di comprenderlo, non è in grado di continuare a ricoprire quel ruolo. Per questo le sue dimissioni rappresenterebbero l’unica conseguenza coerente rispetto alle parole che ha pronunciato».

«A completare un quadro già desolante ci sono poi le parole pronunciate sulla morte di Umberto Bossi, rispetto alla quale Casella ha affermato che “per fortuna” il Signore lo avrebbe chiamato qualche mese fa. Se non ci si riesce a fermare neanche di fronte alla morte, non serve aggiungere molto. Ci aspettiamo piuttosto che il Partito Democratico dica chiaramente se considera questo linguaggio compatibile con i propri valori. Prima ancora delle dimissioni, però, Casella deve delle scuse: ai reggiani, agli elettori che ha insultato e a tutti quei cittadini che hanno il diritto di esprimere liberamente il proprio voto senza essere considerati “feccia” da chi dovrebbe rappresentarli nelle istituzioni», conclude Barcaiuolo.

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