“I leader del campo largo continuano a sfornare misure bandiera. Bonelli, Schlein e Conte promettono a tutti qualcosa, senza dire chi paga. Tre proposte che, messe insieme, fanno venire più di un dubbio sulla tenuta dei conti pubblici e sul senso della realtà di chi le avanza.
Bonelli vuole abbassare le tasse a chi sta sotto i 90.000 euro, ma non si capisce se parli di reddito individuale, lordo, netto o familiare. Le coperture? Una patrimoniale su chi ha oltre 5,4 milioni, anche qui senza chiarire se siano patrimonio personale, utili aziendali o di cosa. Va bene, questo è il primo anno. Il secondo si scende a 4,5 milioni, poi a 4, poi a 3? Il rischio concreto è che chi ha quei patrimoni sposti aziende e residenza altrove: arrivederci e grazie, e a rimetterci sono i posti di lavoro, l’occupazione e il gettito fiscale.
Schlein vuole portare la spesa sanitaria al 7% del PIL. Proprio il Partito Democratico che, negli anni in cui i presidenti del Consiglio erano del PD, ha contribuito a un sottofinanziamento della sanità pubblica quantificato in circa 31 miliardi di euro. E non si può dire che erano altri tempi: gran parte degli attuali parlamentari dem faceva già parte di quelle legislature.
Conte propone 15.000 euro a fondo perduto per ogni diciottenne, a patto che la famiglia stia sotto i 300.000 euro di reddito: una soglia che lascia fuori quasi nessuno. Sono circa 560.000 ragazzi l’anno, quasi 8,5 miliardi di spesa. A cui si aggiunge, naturalmente, il ritorno del reddito di cittadinanza. Gli stessi che i conti li hanno già fatti saltare una volta.
Tre misure presentate come giustizia sociale. Tre misure di cui non si conoscono le coperture reali e gli effetti sui conti dello Stato. Il conto, alla fine, lo paga sempre qualcuno: la famiglia che a fine mese conta gli euro, l’impresa che tiene aperto con fatica. Non esistono pasti gratis.
A questo punto la domanda è solo una: questi signori stanno preparando uno spettacolo comico o dobbiamo preoccuparci seriamente per i conti pubblici del Paese?”.
Così, in una nota, il dirigente nazionale di Fratelli d’Italia Lino Ricchiuti



























