Al rosso e al nero ho sempre preferito il blu profondo.

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    Al rosso e al nero, lo ammetto, ho sempre preferito il celeste, l’azzurro, il blu profondo. Gli occhi di mio nonno, l’orizzonte infinito, il freddo abbraccio tra la volta celeste e le onde del mare. Alle ideologie dei tempi che furono, semplicemente, non presto interesse alcuno, lasciando loro l’inutile cullarsi in anacronismi diffusi.

    La libertà, di parola e di azione, possiede un gusto decisamente differente. Portare contributi, idee e prospettive, ravvivare il fuoco delle discussioni, dei dibattiti: esiste servizio più nobile di quello offerto al pensiero?

    Lo snobismo intellettuale, l’autoreferenzialità, la militanza a oltranza, in seno ai differenti contesti della società civile, e non solo, non offrono contributi di crescita, tracciando vicoli ciechi, chiusi a qualsiasi occasione di edificazione politica, culturale, umana nella sua accezione più ampia possibile.

    Credere e operare per il meglio, non prestare attenzione a tematiche decisamente secondarie, non lasciare che la sterile e faziosa polemica possa privare di energie la persona impegnata, di buona volontà.

    Tutto il resto è noia, non ho detto gioia…

    Luca Bugada

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    La Redazione de La Voce del Patriota