Rimpatri, l’annuncio di Piantedosi: “6 nuovi Cpr in tutta Italia”

Nuovi Centri per il rimpatrio in tutta Italia, per contrastare l’immigrazione clandestina. È l’annuncio del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi: “Riteniamo che una rete adeguata di tali strutture sia indispensabile non solo per una gestione sostenibile della politica migratoria, ma anche per la sicurezza dei cittadini, tenuto conto che la quasi totalità dei soggetti a oggi trattenuti in queste strutture risulta denunciata per gravi reati sia contro il patrimonio sia contro la persona”. Si tratta di 6 nuovi centri in Regioni diverse: uno in Campania, due in Trentino Alto-Adige, uno in Calabria, uno in Toscana e uno in Emilia-Romagna. Con il contestuale ampliamento di altri centri già attivi con una nuova centinaia di posti tra Sicilia, Sardegna e Lazio.

L’annuncio di Piantedosi, giunto sulla scia di quanto previsto dalla strategia del Governo (che sta funzionando: -80% di sbarchi in tre anni) e di quanto regolato dall’Unione europea (che prevede e anzi incentiva la costruzione di Cpr), ha fatto però innervosire le amministrazioni locali e regionali di centrosinistra. Polemiche in Emilia-Romagna, nella Regione rossa per eccellenza e che ha la più alta percentuale di popolazione extracomunitaria: il sindaco di Bologna, Matteo Lepore ha detto di aver fatto “appello sui temi della sicurezza dicendo ‘parliamo di cosa fare insieme per Bologna, non usiamo il Viminale come una clava nei confronti della città'”, ha dichiarato Lepore: “Perché dire ‘facciamo il Cpr, prendetevelo e state buoni…’. Non siamo una città che dice semplicemente di sì e abbassa la testa, perché Bologna ha la sua storia e ha delle idee”. E ancora: “A Bologna il Cpr l’abbiamo chiuso perché era un luogo di negazione dei diritti e soprattutto un grande fallimento nella gestione dell’immigrazione e dei rimpatri”.

In Toscana, invece, ha reagito direttamente il governatore, Eugenio Giani: “I Cpr sono un elemento di attrazione di situazioni di disagio assolutamente inefficaci per le procedure di rimpatrio, che non si attivano se non ci sono convenzioni fra l’Italia e i rispettivi Paesi. In Toscana faremo di tutto, nel rispetto delle leggi, perché vengano impediti questi stati di detenzione impropria”. Ma la sinistra del “ce lo chiede l’Europa” ha dimenticato che è proprio il diritto europeo a prevedere e, anzi, a incentivare i Cpr: sono previsti da una direttiva risalente al 2008, secondo la quale gli Stati membri possono trattenere i cittadini di Paesi terzi irregolarmente presenti quando ciò sia necessario per preparare il rimpatrio o procedere all’allontanamento, prevedendo che il trattenimento avvenga, di norma, in appositi centri, i Cpr appunto.

Si aggiunga pure che negli ultimi mesi, grazie al nuovo Regolamento Rimpatri fortemente voluto dal centrodestra italiano, l’Unione europea ha rafforzato le politiche di rimpatrio. E a parlare sono i dati: secondo Eurostat, i rimpatri verso Paesi terzi sono aumentati del 10% nel secondo trimestre del 2026. Poi il dato italiano: secondo il cruscotto giornaliero emanato dal Viminale, i rimpatri da inizio anno al 28 settembre sono stati 6543, 1600 in più rispetto allo stesso periodo del 2025 e 2300 in più rispetto al 2024. “Il governo – ha scritto su X Giovanni Donzelli – annuncia il via alla realizzazione di nuovi Cpr in sei regioni. I governatori di sinistra come Giani in Toscana non fermano la volontà del governo di garantire legalità e sicurezza per i cittadini. Grazie a Matteo Piantedosi per la determinazione”

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