Roma Capitale, Rampelli (VPC-FdI): Roma non è un museo, non mettiamola in naftalina

"Pdl costituzionale in aula e oggi lezioni di storia dell'arte a Montecitorio sulla grandezza della Capitale..."

“In questi giorni nel dibattito su Roma Capitale abbiamo assistito a una serie di lezioni di Storia dell’arte, della serie ‘piccoli Arganini crescono…’. Molti colleghi ci hanno spiegato il patrimonio culturale, artistico e archeologico di Roma, li ringraziamo, per poi passare alla statistica: superficie, abitanti, chilometri di strade, ettari di verde, eccetera. È stato il momento dei piccoli statistici in erba. Quindi siamo passati alla geografia, latitudine, clima, fiumi, mari, laghi, montagne, Stati e ambasciate, usanze.
Tante chiacchiere, tanti numeri, nessuna strategia, nessuno che abbia provato dal dopoguerra a oggi a immaginare un ruolo universale per Roma e a ritagliargli addosso un abito costituzionale”. E’ quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia intervenendo in discussione generale sulla proposta di legge costituzionale su Roma Capitale.

“Nessuno – ha ricordato Rampelli- tranne un socialista, milanese, che si chiamava Bettino Craxi. Per decenni ci siamo ritrovati con accuse d’infamia su Roma, mentre la capitale aveva e ha un residuo fiscale e oggi chi ha profferito quelle parole contro Roma non trova il modo per fare autocritica. Per anni abbiamo assistito al derby tra Roma e Milano, Torino, Bologna, Napoli perdendo invece l’orizzonte di una competizione con Berlino, Londra, Parigi.
“Roma è un laboratorio -ha specificato-  non un museo, non bisogna metterla in naftalina. È una città viva, aveva una Borsa titoli, era la sede di tre banche del territorio che poi fuse hanno creato l’Unicredit (che ha sciaguratamente lasciato la Capitale). Ha un polo tecnologico realizzato con tanti sacrifici che non decolla perché le attività industriali vanno altrove. È la città del cinema, da cui appunto Cinecittà che le è valso il titolo Unesco di città creativa per l’industria cinematografica. Roma ha il patrimonio artistico maggiore visitato da tutto il mondo ma paradossalmente non guadagna niente da questa ricchezza. Chi introita i proventi di Roma? Il ministero dei Beni Culturali e i privati, come Coop Culture che dal 1997 gestisce il Colosseo.
“Questa riforma- ha concluso Rampelli-  nasce dal nostro ordine del giorno approvato all’unanimità nel dicembre del 2020. Quindi vi ringraziamo. Ma se questa proposta di legge non verrà approvata con l’aggiunta delle proposte qualificanti da noi avanzate – e dubito che possa esserlo visto che ha dei tempi particolarmente lunghi – si deve sapere che la responsabilità è tutta del Pd e dei 5 Stelle che, pur avendo governato tutte le filiere amministrative, hanno aspettato la fine della legislatura per portare in aula la legge su Roma Capitale. Giusto per farci un po’ di propaganda”.

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