A quanto pare, a Roma per far diventare urgente un problema non basta nemmeno la segnalazione del Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Bisogna aspettare qualcosa di più importante: magari una candidatura a un prestigioso premio internazionale. Solo allora, improvvisamente, anche ciò che per mesi poteva aspettare diventa una priorità.
Al centro delle polemiche c’è la stazione Colosseo-Fori Imperiali della Metro C, che sarà chiusa per consentire la realizzazione degli interventi necessari a garantire la piena accessibilità alle persone con disabilità motoria.
La domanda spontanea nasce, perché non farlo in fase di realizzazione, non è neanche un anno che è aperta con tanto di inaugurazione in pompa magna e video su Tik tok da parte del sindaco.
Una situazione che il consigliere capitolino di Fratelli d’Italia Federico Rocca definisce senza mezzi termini «imbarazzante».
«A febbraio il Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità aveva già segnalato il problema, ma per mesi non è successo nulla», denuncia Rocca. «Poi arriva la candidatura al prestigioso Prix Versailles e improvvisamente partono i lavori, fino al punto da rendere necessaria la chiusura della stazione».
La domanda posta da Fratelli d’Italia è semplice quanto pesante: senza quella candidatura internazionale, quanto tempo avrebbero dovuto aspettare ancora le persone con disabilità?
Per Fratelli d’Italia Roma il problema non è soltanto il ritardo degli interventi, ma il principio che emerge dalla gestione della vicenda. Una nuova infrastruttura, inaugurata con grande enfasi e presentata come un simbolo della modernità, non avrebbe dovuto avere fin dall’inizio tutte le condizioni necessarie per essere realmente accessibile a tutti?
«L’accessibilità dovrebbe essere una priorità dal primo giorno, soprattutto per un’opera nuova inaugurata in pompa magna», sottolinea Federico Rocca. «Non può diventare improvvisamente urgente soltanto quando c’è in ballo un riconoscimento internazionale».
Ed è proprio qui che, secondo Fratelli d’Italia, emerge il problema della Giunta Gualtieri: per mesi una segnalazione sui diritti delle persone con disabilità può restare senza risposta, ma quando entrano in scena premi e riconoscimenti internazionali la macchina improvvisamente si mette in moto.
Perché una Capitale non si misura dalle candidature che riesce a ottenere o dalle fotografie delle inaugurazioni, ma dalla capacità di garantire concretamente i diritti dei suoi cittadini.
E se per far partire lavori necessari a garantire l’accessibilità bisogna aspettare che ci sia un premio internazionale all’orizzonte, allora Gualtieri dovrebbe spiegare ai romani quali siano davvero le sue priorità. Ancora una volta, prima le passerelle e i riconoscimenti, poi i problemi reali. Ed è proprio questo il modo di amministrare che Roma non merita.



























