Alla fine Pedro Sanchez si è svegliato. Ci sono voluti mesi: è bastata però la crisi di Ceuta per costringerlo a fare i conti con la realtà. Tornato, a quanto pare, dalle vacanze estive, anche il premier socialista ha confermato ciò che ormai è sempre più evidente: quello dell’accoglienza indiscriminata è un modello destinato a morire e, al contempo, a distruggere le società occidentali, che soccomberebbero inevitabilmente sotto il peso di un welfare che diventerebbe insostenibile e di una sicurezza che non verrebbe più garantita. Un modello che non regge davanti a migliaia di arrivi e che non regge quando le comunità locali – è il caso di Ceuta – iniziano a chiedere che venga ristabilita la normalità.
Ceuta, dunque, è simbolo di tutto ciò. E la pressione, sanitaria, umanitaria ma anche politica, ha costretto Madrid a cambiare passo: Sanchez ha prima parlato di emergenza, poi ha aperto alla riforma delle norme sull’immigrazione per rendere più efficienti i rimpatri. Poi ha chiesto collaborazione al Marocco, ha cercato l’aiuto dell’Europa. Insomma, se prima Sanchez parlava addirittura di una mega sanatoria, ora, in pratica, sta seguendo effettivamente ciò che Giorgia Meloni ha fatto fin dal suo insediamento: controlli alle frontiere, respingimenti dei clandestini, accordi con i Paesi di origine dei flussi, dialogo costruttivo con l’Europa. “Dopo un mese di tentativi di sminuire la tragedia di Ceuta e di isterici attacchi all’Italia, il governo Sanchez è costretto a dichiarare lo stato di emergenza per la sicurezza nazionale a Ceuta” ha spiegato Nicola Procaccini, europarlamentare di Fratelli d’Italia e co-presidente del gruppo dei conservatori al Parlamento europeo.
La situazione, però, diventa paradossale quando, di fronte a tale plateale dietrofront, il Partito Democratico di Elly Schlein continua a difendere a spada tratta il sistema socialista. “È la certificazione – ha detto Procaccini – della pericolosa ipocrisia di Pedro Sanchez, modello della sinistra italiana, che invece di affrontare l’emergenza a Ceuta se ne stava beatamente in vacanza. Ora Madrid istituisce persino un comando unico per gestire una crisi definita ‘straordinaria’. Solo il pragmatismo e il buon senso del governo italiano hanno compreso in tempo la portare della tragedia di Ceuta, sospendendo Schengen per motivi di sicurezza. La realtà ha presentato il conto al governo socialista di Sanchez”.
Ma l’Italia aveva già da tempo cambiato rotta. E il modello Meloni, quello davvero funzionante, nel frattempo ha ottenuto il consenso del resto d’Europa. “L’Italia – ha spiegato infatti Procaccini – ha indicato da tempo la strada opposta: difendere le frontiere, contrastare i trafficanti, governare i flussi e garantire legalità e sicurezza. Oggi Ceuta dimostra quanto sia urgente che l’Europa scelga finalmente questa strada”. Una lezione, quella di Ceuta che è dunque difficile da ignorare: spalle al muro di fronte alla realtà, anche i più strenui difensori dell’accoglienza indiscriminata sono stati costretti a cambiare posizione. Sánchez sembra averlo capito con un ritardo con certo perdonabile, l’Europa lo stesso su spinta di Giorgia Meloni. Resta solo e isolato il Pd, ancora aggrappato a un modello che persino i socialisti stanno abbandonando.



























