Secondo giorno di guerriglia nelle scuole francesi e il clima non sembra volersi raffreddare. Gli istituti scolastici coinvolti vanno da nord a sud del paese: fiamme e scontri (in alcune occasioni sfociati in veri e propri atti di guerriglia urbana) a Marsiglia, Nantes, Rouen, Parigi. Sono oltre 600 i fermati e diversi i feriti, tra cui due presidi (uno addirittura cosparso di benzina) e un agente della polizia municipale. Ad animare i blocchi studenteschi sarebbero studenti riconducibile alla sinistra estrema e al mondo antifà e arrivano accuse da più parti a La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon.
Dal Rassemblement National al governo: tutti contro il partito di Mélenchon
Le accuse provengono da più parti ma sono rivolte tutte allo stesso soggetto politico, il partito di estrema sinistra francese La France Insoumise.
Al termine di una riunione interministeriale dell’unità di crisi che ha avuto ad oggetto gli scontri delle ultime ore, è trapelato da fonti di Palazzo Matignon, sede del Premier Sébastien Lecornu, che i servizi di intelligence avrebbero collocato i fatti delle ultime ore in una più ampia “manovra organizzata da LFI e dai suoi referenti dell’estrema sinistra”.
Il dito puntato arriva anche dal Rassemblement National, per voce di Marine Le Pen e Jordan Bardella: quest’ultimo in un messaggio pubblicato su X ha definito quello di Jean-Luc Mélenchon un “partito sedizioso” che “conduce alcuni giovani in una terribile impasse”. Bardella ha poi proposto di dividere i costi per il risarcimento dei danni subiti dagli edifici scolastici “tra le famiglie degli incendiari e il partito che incita il caos: La France Insoumise”.
Il Ministro dell’Istruzione Geffray: “Violenze di estrema gravità”
E mentre Manuel Bonpard, coordinatore di LFI, restituisce al mittente ogni addebito, accusando a sua volta il governo di cadere nel “complottismo e nell’infantilizzazione degli studenti liceali, il Ministro dell’Istruzione Edouard Geffray fa il resoconto di uno scenario gravissimo: “Un liceo incendiato, personale cosparso di benzina, un bilancio dei feriti che si aggrava: le violenze commesse da questa mattina nei pressi dei licei sono di estrema gravità. Esse vanno ben oltre la sola questione della scuola. Nessuna rivendicazione può giustificare tali atti”. Poi avverte: “Coloro che commettono queste violenze devono essere perseguiti e sanzionati. Ciascuno deve comprendere la responsabilità delle proprie parole e dei propri appelli alla mobilitazione”.
Nel frattempo, per garantire la continuità didattica e l’incolumità di studenti e personale scolastico, il Ministero ha disposto che, in caso ulteriori blocchi, le lezioni si svolgano a distanza.
Siamo solo ad ottobre, l’anno scolastico è appena cominciato, e qualcosa ci dice che sarà davvero complicato e molto, molto lungo.



























