Scuola. Almici (FdI): Elkann da’ lezioni di integrazione ma conferma proposta Valditara

“Nel pieno della polemica contro la proposta del ministro Valditara, oggi Repubblica sceglie John Elkann per parlarci di scuola e integrazione. Una scelta quantomeno singolare: parliamo di un miliardario che difficilmente può essere assunto come rappresentante dei problemi che tante famiglie, insegnanti e scuole pubbliche italiane affrontano ogni giorno. Immagino che anche i suoi figli, nelle scuole che frequentano, abbiano avuto modo di confrontarsi quotidianamente con gli stessi problemi di integrazione linguistica che interessano tante classi delle nostre scuole pubbliche. Ma al di là dell’ironia, la parte più interessante dell’intervista è un’altra. Elkann racconta che la Fondazione Agnelli ha promosso un programma chiamato “Italiano per studiare”, partendo dalla constatazione che saper conversare in italiano non significa necessariamente possedere gli strumenti linguistici necessari per leggere e comprendere un libro di testo. E allora siamo d’accordo. Perché è esattamente questo il problema che si vuole affrontare. La proposta illustrata da Valditara non considera un bambino in quanto straniero: il ministro ha chiarito che il criterio è linguistico e riguarda chi arriva senza un’adeguata conoscenza dell’italiano. Se un ragazzo non comprende sufficientemente la nostra lingua, inevitabilmente farà più fatica a seguire le lezioni, studiare e inserirsi pienamente nel percorso scolastico. Imparare l’italiano non significa discriminare. Significa integrare. Significa mettere quei ragazzi nelle condizioni di avere gli strumenti necessari per studiare e le stesse opportunità degli altri. Per questo sorprende che una parte della sinistra cerchi di trasformare ogni intervento sul tema in una battaglia ideologica. Forse, prima di utilizzare Elkann per attaccare Valditara, sarebbe stato opportuno leggere fino in fondo proprio la sua intervista. Perché alla fine è lo stesso Elkann a riconoscere un principio molto semplice: perché l’integrazione sia reale, una buona conoscenza dell’italiano è fondamentale”.

Lo dichiara Cristina Almici, deputato di Fratelli d’Italia.

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