Scuola, l’annuncio di Meloni: “Tetto massimo di stranieri per classe e divieto di burqa”

È stato un annuncio quasi improvviso, accolto con grande entusiasmo dalla platea di Fenix, dai tanti giovani presenti: “Sta per arrivare in Consiglio di ministri un provvedimento che introduce per legge un numero massimo di studenti stranieri per classe e l’obbligo di imparare l’italiano per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimenti scolastici e il divieto di burqa e niqab a scuola”. È quanto reso noto da Giorgia Meloni su un tema che attanaglia sempre più famiglie, che vedono ormai i bambini italiani diventare minoranza nelle aule scolastiche. Si aggiunga, poi, la questione dei veli islamici, che confonde la libertà di religione con quella di espressione, con la libertà delle donne di vestirsi come vogliono, e non più sotto imposizione di una sedicente cultura: “In Italia nessuno, in nome di una tradizione vera o presunta, può decidere che una giovane donna debba nascondersi; la parità tra uomo e donna non è negoziabile, né nelle strade né nelle scuole”.

Già da alcune settimane, a dire il vero, si parla della proposta di legge, su iniziativa di Fratelli d’Italia, che mira a combattere il fondamentalismo religioso, soprattutto per evitare quella cattiva, talvolta mancata integrazione che si è avuta già nel resto d’Europa, dove in troppe città interi quartieri vivono in modo separato dal resto della società ospitante. La proposta di Fratelli d’Italia, dunque, interviene sul separatismo religioso, attraverso una serie di misure che riguardano luoghi di culto, libertà individuali e pratiche coercitive, con maggiore trasparenza sui finanziamenti provenienti dall’estero destinati alla costruzione o alla gestione dei luoghi di culto. Passando poi per il divieto del velo integrale nei luoghi pubblici, comprese scuole e università, e per un inasprimento delle peni sui matrimoni combinati e forzati. Il testo introduce anche il divieto per l’odiosa pratica secondo cui vengono richieste certificazioni o esami di verginità come garanzia della “purezza” della fanciulla scelta in matrimonio. È prevista anche la possibilità di una chiusura temporanea dei luoghi di culto nei quali vengano diffusi contenuti d’odio e di separatismo.

Dunque, scelte concrete che tutelano, di fatto, la nostra società. Anche e soprattutto in età particolarmente sensibili, come l’infanzia e l’adolescenza. “Per decenni – ha detto Meloni – la scuola italiana ha avuto paura di dire la verità: hanno tentato di convincerci che ci fosse un modo giusto di educare, ma quello non è rispetto bensì menzogna e i ragazzi la pagano anni dopo, magari a un colloquio di lavoro. Il conto lo ha pagato chi per crescere e affermarsi poteva contare solo sulla scuola pubblica – ha aggiunto Meloni -. È questo il più grande fallimento del ’68 e di una rivoluzione che nasceva per costruire la scuola di tutti e ha finito per produrre l’esatto contrario. Dare a tutti lo stesso voto non significa dare a tutti la stessa opportunità: pretendere di dare a tutti la sufficienza significa non riconoscere il merito e nascondere le lacune; questa non è uguaglianza, ma livellamento verso il basso”. E sull’esame di maturità, ha detto: “Abbiamo riformato l’esame di maturità, introducendo il principio secondo cui chi rifiuta di sostenere una prova o fa scena muta all’orale viene bocciato: prima si fa l’esame, poi si manifesta e si protesta; non si mortifica una commissione d’esame che ha la responsabilità di dare o non dare un titolo di studio con valore legale”.

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