Scuola, Rampelli (FdI): tetto stranieri in classe misura firmata a suo tempo da D’Alema con Ciampi presidente della Repubblica

“Il diritto allo studio è sacrosanto e inviolabile. Ma lo è per tutti. Alunni italiani e alunni stranieri. Le polemiche della sinistra, priva di buon senso ma soprattutto di capacità cognitiva, sono del tutto strumentali. La proposta di cui ha parlato il Presidente Meloni si rivolge agli alunni stranieri non italofoni. E, colmo dei colmi, è già prevista da un Dpr firmato dal presidente D’Alema, e tra gli altri dal ministro della Pubblica Istruzione (si chiamava ancora così) Luigi Berlinguer, dal ministro della Solidarietà Sociale Livia Turco e promulgato dal Presidente Ciampi. Diceva esattamente la stessa cosa che il presidente Meloni ha ribadito: l’equa distribuzione degli alunni stranieri serve per favorire l’apprendimento della nostra lingua e facilitare l’integrazione.

Lo ha sottolineato lo stesso D’Alema in un’intervista su la7, in un colloquio con Gramellini rivendicando testualmente: “(Il limite) era del tutto ragionevole. E c’era una preoccupazione che non si creassero classi di tutti stranieri”.
Capisco che oggi la sinistra si preoccupi più delle scuole esclusive frequentate dai rampolli di famiglie radical chic, ma è bene che il Pd apra gli occhi sulle scuole di periferia nelle quali la presenza di alunni stranieri nelle classi è talmente predominante che gli alunni italiani sono costretti a trasferirsi perché le lezioni si adattano ai livelli di scuola di lingua italiana. L’autonomia cui si appella qualche dirigente scolastico vale ovviamente per la programmazione, non vale per decidere come uno Stato intenda favorire l’integrazione senza diminuire la qualità dell’insegnamento”. È quanto dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia

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