“Mettere un freno alle classi-ghetto e porre un limite del 30% alla presenza di minori stranieri nelle nostre scuole è un atto di buonsenso e non di razzismo, tanto è vero che negli anni non si contano più le volte in cui esponenti della sinistra hanno sposato questo principio nelle parole, ma anche firmando circolari senza però averlo mai realizzato. E così, mentre oggi che è il governo Meloni a porre una soluzione efficace nel rispetto della dignità dei bambini ed al loro diritto costituzionale ad avere la migliore istruzione possibile, assistiamo a una campagna di disinformazione e di fake news che porta ad avvenimenti come quelli oggi a Genova.
Mi resta difficile comprendere l’ostilità verso un provvedimento che dà l’opportunità ai genitori che non parlano bene l’Italiano di padroneggiarlo al meglio.
Così come non capisco come si faccia a dire che si vuole mettere un tetto ai minori immigrati. È un falso, il tetto si mette al numero di minori in una classe e questo affinché ci siano i migliori presupposti per un’integrazione reale e non a parole.
Spiace vedere che i bambini ed il loro futuro siano vittime della propaganda del Sindaco Silvia Salis, al punto di affermare che vorranno scrivere al presidente della Repubblica ed al presidente del Consiglio. Dubito che bambini che frequentino la scuola primaria abbiano fatto una richiesta così precisa, mentre è più facile che siano stati gli adulti ad indirizzare, se non formulare, questa istanza. Senza contare la solita richiesta da parte della sinistra parlamentare di un’informativa al Viminale con la strisciante accusa di regime nei confronti della Digos. Insomma, alle innumerevoli bugie del campo largo possiamo aggiungerne un’altra. Sulla pelle dei bambini”.
Così Matteo Rosso, deputato di Fratelli d’Italia alla Camera e coordinatore regionale della Liguria.



























