lunedì, Settembre 20, 2021

Seicento anni fa, il genio.

Firenze. Il 7 agosto 1420, l’ingegnere Filippo Brunelleschi iniziò la costruzione della Cupola del Duomo, adottando una soluzione arditissima, decisamente all’avanguardia per l’epoca: la disposizione dei mattoni a spina di pesce, in modo che – creandosi una spirale – la struttura si autoreggesse fino all’estremità.

Ci vollero 16 anni per completare l’opera e, ancora oggi, quella di Santa Maria del Fiore resta la più grande cupola in muratura del mondo, dimostrazione tangible dell’ingegno, dell’intelligenza e di un’eleganza che solo gli architetti fiorentini seppero mettere in campo. Insieme a Donatello e Masaccio, Brunelleschi stava dando vita al Rinascimento, linguaggio figurativo destinato ad affascinare le corti di tutta Europa e a consegnare gli ideali di bellezza all’eternità.

Contro lo sradicamento galoppante, l’imperativo sia tornare ad essere coscienti di sè e della propria storia, riscoprendo i simboli, i protagonisti e le vicende della nostra identità, retaggi millenari che il globalismo apolide non potrà mai cancellare.

Margherita Grassellini
Margherita Grassellini, classe ‘95, laureata in Beni Culturali presso l’Università degli Studi di Firenze e specializzata in Storia dell’Arte medievale presso La Sapienza di Roma. Militante identitaria di Casaggì e collaboratrice di Passaggio al Bosco Edizioni.
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