Eventi come quello accaduto a Bologna e la devastazione della Val di Susa, solo per fermarci a quelli degli ultimi giorni e senza andare indietro nel tempo, non possono più essere accettati. Per questo serve inasprire ulteriormente la normativa per cui va esteso il reato di associazione a delinquere, che oggi esiste solo per terrorismo e criminalità organizzata, anche per quei gruppi composti da almeno tre persone, che commettano reati contro le forze dell’ordine o contro l’ecosistema. “Abbiamo ritenuto di individuare questa specifica fattispecie dell’associazione a delinquere nei casi di violenti che devastano le nostre città, come a Bologna e in Val di Susa – spiega il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami, durante una conferenza stampa alla Camera –per mettere a disposizione dei giudici uno strumento chiaro che delinei i contorni di questa specifica fattispecie. Quando più persone si organizzano per distruggere e danneggiare le nostre città deve essere contestata l’associazione a delinquere”.
“Questa pdl – spiega Francesco Filini – introduce uno strumento fondamentale per colpire chi si organizza o si coordina per commettere una serie di reati già previsti dal nostro ordinamento, come la violenza o minaccia a un pubblico ufficiale, le lesioni, la devastazione o il danneggiamento. Non possiamo più tollerare le violenze viste a Bologna, in Val Susa o durante alcune manifestazioni dei Pro-Pal che, in questi mesi, si sono svolte in tutta Italia. Come la maggioranza degli italiani, riteniamo inaccettabile che gruppi organizzati mettano a ferro e fuoco le nostre città e aggrediscano le forze dell’ordine. Con questo provvedimento mettiamo finalmente nelle mani della magistratura un nuovo presidio normativo.”
Augusta Montaruli, vicepresidente dei deputati di Fratelli d’Italia, è piemontese, dunque particolarmente sensibile al tema No Tav: “Questa proposta è necessaria perché ci sono processi in cui la procura ha sostenuto l’imputazione di associazione a delinquere ma senza trovare il riscontro degli organi collegiali, come nel processo ‘Sovrano’. Riteniamo quelle condotte perseguibili in punto di associazione già sulla base dell’attuale normativa ma non vogliamo lasciare nulla di intentato e impunito: diamo un ulteriore strumento a sostegno delle procure e di tutti quei magistrati che vedono quella che è una realtà, cioè il fatto che esiste un’organizzazione violenta rivendicata dai No Tav in maniera sistematica”.
“A seguito dei recenti scontri in Val di Susa, ma anche di quelli a Bologna, che hanno causato danni ingenti e devastazioni, oltre ad esprimere un’autentica solidarietà alle Forze dell’Ordine- ha evidenziato il capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato, Lucio Malan- riteniamo necessario proporre l’introduzione nel codice penale di uno specifico articolo che preveda il reato associativo in presenza della perpetrazione di determinati gravi reati, in maniera tale che questi episodi non finiscano solo con l’accusa di lesioni personali. I cantieri non sono lì per caso ma sono frutto di decisioni democratiche prese da gli organi che esprimono la nostra democrazia e le forze dell’ordine difendono tutti i cittadini e le istituzioni. Questo disegno di legge vuole tutelare la legalità e l’ordine pubblico da coloro che vogliono colpire lo Stato.
Per il vicecapogruppo al Senato Raffaele Speranzon “Questa Pdl nasce dall’esigenza di punire l’inaccettabile comportamento di chi confonde il sacrosanto diritto a manifestare, con la possibilità di farsi autore di violenze. Contro di loro tolleranza zero. Siamo di fronte a nuclei violenti non gerarchizzati, ma che si coordinano con un unico obiettivo: assaltare le forze dell’ordine, mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti. Creiamo le condizioni per difendere il diritto a manifestare pacificamente e di punire chi va contro l’ordinamento democratico. Spero in Parlamento ci possa essere il sostegno anche di tutte quelle forze politiche all’opposizione e che avranno la possibilità di dimostrare di distinguere tra chi manifesta e chi distrugge”.
“Con questa proposta – spiega Sara Kelany – creiamo un nuovo reato associativo. La giurisprudenza che si è susseguita ci costringe ad affrontare una lacuna non più accettabile. Secondo le norme attuali l’associazione deve avere un profilo di stabilità e di organizzazione gerarchica. Noi eliminiamo questi due elementi perché non possiamo più consentire che restino sacche di impunità. Proprio per questo prevediamo anche il reato satellite della punizione per i fiancheggiatori. All’interno dei centri sociali ci sono vere e proprie Santa Barbara, vengono utilizzati sistemi per eliminare o limitare la comunicazione tra le Forze dell’Ordine. Insomma, si tratta di allargare il reato di favoreggiamento. Infine prevediamo la cosiddetta anticipata soglia di pericolosità per cui ci muoviamo anche sul terreno della prevenzione. Si tratta, ovviamente, del potenziamento di norme su cui ci siamo già mossi. Col fermo preventivo, ad esempio sono stati effettuati 110 fermi, e per i fatti relativi alla val di Susa sono stati identificati oltre 8mila soggetti, segno che il Governo lavora da tempo su questi temi”.




























