Soumahoro, cooperative e rock n roll: Il guaio del deputato dai finanziamenti illeciti alle condizioni disumane dei lavoratori

Il “caso Soumahoro” si amplifica. La Camera dei Deputati è pronta a richiedere alla Procura della Repubblica di Bologna un'indagine sull'utilizzo dei fondi delle cooperative Karibou e Consorzio Aid, gestite rispettivamente dalla suocera e dalla moglie del deputato.
L'obiettivo è verificare se tali fondi abbiano contribuito, anche parzialmente, alla campagna elettorale dell'onorevole Soumahoro nelle ultime elezioni politiche con la lista di Fratoianni e Bonelli.

La decisione arriva dopo l'esame della documentazione della Corte d'Appello di Bologna da parte dell'ufficio di presidenza della giunta per le elezioni di Montecitorio. Il deputato Luca Sbardella di Fratelli d'Italia ha rilasciato un intervista alle telecamere di Striscia la Notizia dichiarando che “ vi sono una serie di contestazioni sulle date, sul rispetto delle scadenze che prevede la legge e delle contestazioni su alcuni contributi che arrivano dall'estero, con un conseguente problema di tracciabilità”. L'idea personale di Sbardella è che sia “apparentemente solo una situazione pasticciata”, e che bisognerebbe capire se è solo pasticcio o c'è qualcosa che ha coperto situazioni irregolari”. Il deputato di aggiunge che nella storia non ci sono stati altri casi simili a quello di Soumahoro. Le due cooperative, responsabili di centri di accoglienza finanziati dal Viminale tramite lo Sprar, sono già oggetto di indagine della Procura di Latina per presunte irregolarità contrattuali e di pagamento dei lavoratori.

Il provvedimento della Corte di Appello di Bologna solleva dubbi sulla trasparenza della documentazione, suggerendo la possibilità di altri finanziamenti. La Camera dei Deputati vuole quindi chiarire se le cooperative coinvolte abbiano effettivamente finanziato la campagna elettorale del deputato. La giunta per le elezioni ha inviato una lettera alla Corte d'Appello di Bologna chiedendo chiarimenti sulle contestazioni riguardanti le rendicontazioni.

Un aspetto preoccupante per Schlein e il Pd è il ruolo del mandatario elettorale, Stefano Manicardi, consigliere comunale Pd di Modena, incaricato di verificare e coordinare le spese per la campagna elettorale di Soumahoro. La domanda sorge spontanea: perché un membro del Pd si è offerto come mandatario per il candidato di Fratoianni e Bonelli? Inoltre, va chiarito che Soumahoro concorreva nel collegio proporzionale a Bologna, non nel collegio uninominale del Pd, creando un mistero attorno a questa scelta.

Alla grave vicenda dei finanziamenti delle cooperative alla campagna elettorale del deputato, si affiancano le testimonianze di più lavoratori delle cooperative in questione, che dichiarano di non essere stati pagati anche per oltre 6 mesi quando i soldi ci stavano eccome: 62 milioni di euro di finanziamenti pubblici spesi per “diritto all'eleganza”, cene, viaggi, gioielli e centri estetici.
Il tutto corredato da scarsissime condizioni igieniche: blatte topi e cibo congelato erano all'ordine del giorno nelle stanze dedicate ai lavoratori delle cooperative, i quali erano costretti anche a vivere, secondo le testimonianze, ammassati in poche stanze.

Insomma, se queste accuse venissero confermate nei tre gradi di giudizio, si potrebbe parlare di “delinquenza a gestione familiare”.
Lacrime e stivali sporchi di fango conditi dal dolore a favore di telecamere di Angelo Bonelli quando annunciò l'entrata alla Camera del deputato “difensore dei ”.

0 0 votes
Vota l'articolo
Subscribe
Notificami

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
13,699FollowersFollow

Leggi anche

Articoli correlati

0
Would love your thoughts, please comment.x