Questa mattina è stato sgomberato il palazzo della droga a Tor Sapienza a Roma. L’operazione delle forze dell’ordine nell’edificio in via Tallone ha posto fine ad anni di occupazione abusiva, degrado e spaccio. “Continua il lavoro per riportare legalità e sicurezza nei quartieri e dare risposte ai cittadini che chiedono di poter vivere serenamente il proprio territorio. Grazie al Ministero dell’Interno e alle Forze dell’Ordine impegnate nell’operazione”, ha scritto sui social il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. La soddisfazione è stata espressa anche dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi: “L’operazione, che ha visto in campo polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, con il supporto della Polizia Locale di Roma Capitale, ha permesso di individuare 25 cittadini stranieri, la cui posizione sul territorio nazionale è ora al vaglio degli uffici. Nel corso delle attività sono stati arrestati 2 soggetti per spaccio, sequestrati 2 kg di droga e una pistola. Rinvenuti anche 6 scooter rubati. Un’operazione che rappresenta solo l’ultimo tassello di una lunga lista di immobili liberati su tutto il territorio nazionale, frutto di una chiara strategia per contrastare situazioni di degrado e ripristinare sempre maggiori condizioni di legalità nelle nostre città”.
Dopo lo sgombero nuovo tentativo di occupazione
Nei giorni scorsi l’agenzia di stampa Adnkronos era andata sul posto e aveva raccontato la testimonianza di uno dei componenti del gruppo “Tor Sapienza Sicura”, Gianluca Garofalo,“Da mesi siamo costretti ogni sera a presidiare le strade perché qui nessuno si sente più sicuro tra furti con una media di 4 macchine con i vetri spaccati ogni sera, scippi, una stazione ferroviaria in balia di ladri, prostitute e barboni; ubriachi che finiscono per dar vita a risse; drogati che vagano per strada ‘fatti’ di crack, eroina, fentanyl. Tutta roba che esce dal palazzo occupato dai nigeriani in via Tallone. Lì non c’è solo spaccio, si vendono anche armi. Un Ak 47 lo compri per 1500 euro. E se ti avvicini escono armati di machete a vedere chi sei. Lì dentro persone che avevano accumulato debiti sono state anche sequestrate, uno si è buttato dal secondo piano per scappare”, aveva raccontato. I rappresentanti romani di Fratelli d’Italia hanno chiamato in causa il sindaco Gualtieri: “Questo sgombero deve rappresentare l’inizio e non la conclusione del percorso. Adesso occorre impedire che l’immobile torni a essere occupato e procedere rapidamente verso la sua definitiva demolizione e la riqualificazione della zona. È ora che tutti i soggetti competenti, a partire dalla proprietà e soprattutto dal Sindaco Gualtieri e da Roma Capitale, si assumano le loro responsabilità senza ulteriori scuse e ritardi. I cittadini di questo quadrante hanno atteso troppo a lungo. Come Fratelli d’Italia continueremo a seguire la vicenda e a stare al fianco dei residenti affinché all’intervento di oggi seguano tutti gli atti necessari per restituire definitivamente quest’area al territorio”, hanno detto il deputato e presidente della Federazione romana di Fratelli d’Italia, Marco Perissa, il vicepresidente di FdI Roma, Daniele Rinaldi e il capogruppo capitolino di Fratelli d’Italia, Giovanni Quarzo e i consiglieri capitolini Mariacristina Masi, Federico Rocca, Francesca Barbato e Stefano Erbaggi.
Dopo lo sgombero alcuni individui sono tornati in via Tallone per occupare nuovamente l’edificio, ma sono stati allontanati dalla Polizia: “Chi pensa di poter vanificare, con protervia e tracotanza, il lavoro delle Istituzioni tornando a occupare abusivamente un immobile a poche ore dall’intervento delle Forze di Polizia, deve sapere che lo Stato non arretra. Al contrario, proseguiremo con ancora maggiore determinazione nell’azione di ripristino della legalità, perché l’ostinazione di chi viola le regole non può e non deve prevalere sull’impegno delle Istituzioni e sul diritto dei cittadini di vivere in condizioni di sicurezza e serenità”, ha sottolineato il Prefetto di Roma, Lamberto Giannini.



























