Un incendio che avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia. Ma anche il simbolo di un sistema che, secondo Fratelli d’Italia, da anni scarica sui cittadini il costo economico e sociale delle occupazioni abusive.
Le fiamme divampate nella notte all’interno dello stabile occupato di Spin Time hanno riportato al centro del dibattito un tema che va ben oltre la cronaca. Da una parte il rischio per la sicurezza di chi vive in edifici sottratti a qualsiasi controllo; dall’altra i milioni di euro che, secondo il centrodestra, finiscono per gravare sulle tasche degli italiani a causa dei mancati sgomberi.
Il deputato e presidente della Federazione romana di Fratelli d’Italia, Marco Perissa, parla di una tragedia sfiorata. Secondo il parlamentare, immobili occupati e trasformati abusivamente in abitazioni presentano spesso impianti elettrici non certificati, allacci improvvisati, reti obsolete, bombole del gas e condizioni incompatibili con le più elementari norme di sicurezza. Una situazione che, a suo giudizio, rende ogni incendio un potenziale disastro.
Perissa denuncia inoltre le presunte pressioni per consentire agli occupanti di rientrare nello stabile, accusando la sinistra e il Movimento 5 Stelle di continuare a difendere chi occupa abusivamente anziché affermare il principio di legalità. “Dal campo largo al soccorso largo è un attimo”, afferma.
Sul piano economico, il consigliere capitolino Federico Rocca ricorda che il mancato sgombero di Spin Time è già costato allo Stato circa 21 milioni di euro, ai quali si aggiungono circa 200 mila euro al mese dal dicembre 2025. Risorse pubbliche che, sottolinea Fratelli d’Italia, provengono dalle tasse pagate dagli italiani.
Secondo gli esponenti del partito, quello di Spin Time non rappresenta un caso isolato. FdI sostiene infatti che in numerosi immobili occupati e centri sociali abusivi o autogestiti della Capitale, le utenze – energia elettrica, acqua e altri servizi – siano in diversi casi sostenute dal Comune di Roma, con costi che ricadono sulla collettività. Il partito denuncia che, tra spese per le utenze e risarcimenti derivanti dai mancati sgomberi, siano i cittadini romani e italiani a sostenere il peso economico di situazioni ritenute illegali.
Fratelli d’Italia attribuisce inoltre precise responsabilità politiche all’amministrazione capitolina. Il partito ricorda che Roberto Gualtieri avviò la propria campagna elettorale anche all’interno di Spin Time, interpretando quella presenza come un segnale politico di vicinanza a quella realtà. Secondo FdI, il mancato sgombero dello stabile e la gestione della vicenda sarebbero il risultato di un rapporto che il partito definisce di forte contiguità tra una parte dell’estrema sinistra e amministratori locali del Partito Democratico. Una valutazione politica respinta dagli esponenti del centrosinistra, ma che Fratelli d’Italia considera alla base delle scelte che hanno portato alla condanna dello Stato e ai continui esborsi di denaro pubblico.
Il capogruppo capitolino Giovanni Quarzo ha chiesto che il sindaco riferisca immediatamente in Assemblea Capitolina sulle iniziative dell’amministrazione, mentre il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, Paolo Trancassini, ribadisce che Spin Time deve essere sgomberato senza ulteriori rinvii, perché “non possono esistere zone franche sottratte alla legge”.
Per Fratelli d’Italia, l’incendio di Spin Time rappresenta il punto di rottura di un modello che, oltre a mettere a rischio la sicurezza pubblica, avrebbe prodotto un costo economico enorme per la collettività. Un conto che, secondo il partito, continua a essere pagato ogni giorno dai contribuenti italiani e dai romani che rispettano le regole.



























