È stato espulso l’immigrato che nei giorni scorsi aveva strappato una bandiera tricolore, gettandolo a terra e sputandoci sopra a Firenze. Un gesto che è diventato subito virale sui social lasciando spazio soltanto a una generale indignazione. Un odio senza alcun senso riversato nei confronti del Paese ospitante. Un odio inaccettabile. E così, nel giro di poche ore, l’uomo è stato identificato, trasferito in un centro per il rimpatrio ed espulso con biglietto di sola andata. Una ‘risorsa’ in meno che, tutto sommato, non mancherà al nostro Paese.
A dare notizia delle procedure che hanno portato all’espatrio dell’uomo, è stato nelle scorse ore il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, con un comunicato che non ha lasciato spazio ad altre interpretazioni: “È stato subito identificato il cittadino straniero che a Firenze, dopo averla staccata dal muro, ha gettato a terra e offeso la bandiera tricolore. L’uomo, irregolare sul territorio, è stato condotto in un Cpr dove verrà trattenuto per essere rimpatriato nel suo Paese d’origine. In Italia – ha commentato il titolare del Viminale – vanno seguite le nostre leggi e le nostre regole, ma soprattutto, vanno rispettati e onorati i simboli che rappresentano i valori più profondi su cui si fonda la nostra democrazia”. Un concetto che non può essere ignorato e che il Governo è intenzionato sempre più a far rispettare.
D’altronde, sono tanti i casi simili in cui l’esecutivo ha rispedito a casa clandestini e immigrati per motivi di sicurezza. Stando ai dati pubblicati dal Viminale nel cruscotto giornaliero, dall’inizio dell’anno corrente fino al 31 agosto, i rimpatri forzati sono stati 4973, quelli volontari assistiti arrivano a 837, per un totale di 5810 persone espulse dal nostro Paese. Un dato in costante crescita rispetto agli anni precedenti: nello stesso periodo temporale di riferimento, nel 2024 se ne contavano 3681, nel 2025 invece 4380.
La denuncia dell’accaduto, inoltre, era arrivata anche dagli esponenti di Fratelli d’Italia. In particolare dal capogruppo alla Camera del partito, Galeazzo Bignami, che in riferimento alle immagini aveva parlato di “profonda indignazione”: “Non siamo di fronte a una banale bravata o a un generico “disagio sociale”, ma a un reato grave punito dal Codice penale e a un inaccettabile sfregio ai valori della nostra Nazione”. Bignami aveva rivolto il suo grazie alla “polizia di Stato per la rapida identificazione del responsabile, peraltro già noto alle forze dell’ordine. Fratelli d’Italia chiede tolleranza zero: l’ospitalità è un patto che si fonda sul rispetto delle nostre leggi e dei nostri simboli. Auspichiamo il massimo rigore: espulsione immediata se clandestino. Revoca del permesso di soggiorno e rimpatrio se regolare. Non c’è spazio in Italia per chi disprezza la nostra identità”.
Detto fatto, insomma. L’uomo è stato prontamente identificato ed espulso. D’altronde, il rimpatrio appariva come la conseguenza più naturale, probabilmente l’unica possibile e auspicabile. Perché in ballo c’era proprio la stessa credibilità dello Stato, che non può accettare di far entrare dall’esterno i suoi nemici. Le regole, insomma, valgono per tutti e chi le viola deve affrontarne le conseguenze. Il principio è semplice e ormai conclamato: in Italia si entra regolarmente e può farlo solo chi intende rispettare la legge. Il Governo ha ribadito tolleranza zero per chi invece non l’ha ancora capito.




























Meno male.
Ma dovrebbe essere così anche per tutti quelli che rubano, stuprano, aggrediscono.
La nostra bandiera sono gli italiani, che non devono subire o pagare per chi è in Italia illegalmente o grazie alla nostra benevolenza.
con affetto
Alessandro