No, con il Governo Meloni le tasse non sono aumentate. Anzi, sono diminuite. E, per esempio, il taglio del cuneo fiscale, misura ormai storica dell’esecutivo di centrodestra confermata nelle ultime leggi di Bilancio e resa strutturale, ha comportato benefici in busta paga anche superiori a 100 euro per lavoratore. Quando, dunque, la sinistra accusa Meloni di aver aumentato le tasse, si fa davvero fatica a capire a cosa si riferisca. Anche perché, quand’anche il Governo vara provvedimenti storici come l’abolizione del bollo auto, le opposizioni hanno da ridire. Ma la narrativa viene smontata facilmente quando si va oltre il semplice slogan. E si chiede: “Quali sono le tasse del Governo Meloni che sono aumentate o che sono state introdotte?”.
È quello che, del resto, si è chiesta Giorgia Meloni a Porta a Porta, ospite di Bruno Vespa: “Nessuno mi sa rispondere”, ha detto. E poi ha rivendicato: “Sì, noi abbiamo aumentato la tassazione sulle banche, sì, a un certo punto abbiamo aumentato la tassazione sulle società energetiche. Questo non l’aveva fatto nessuno prima di noi. A fronte di questo, questo governo che ha accorpato le prime due aliquote Irpef, ha tagliato la seconda aliquota Irpef, ha tagliato le tasse sul lavoro, il famoso cuneo fiscale, sei-sette punti, dopodiché abbiamo detassato gli aumenti contrattuali, i premi di produttività, i fringe benefit, le mance, abbiamo ampliato la soglia della tassa piatta per i lavoratori autonomi, abbiamo introdotto la decontribuzione per le madri lavoratrici, abbiamo abbassato l’IVA sui prodotti per la prima infanzia dal 22% al 10%, come è possibile che abbiamo aumentato le tasse? Infatti non le abbiamo aumentate, le abbiamo tagliate”.
Il problema, allora, sarebbe la pressione fiscale. Critica sempreverde della sinistra. Alibi delle opposizioni. Ma l’aumento della pressione non indica automaticamente un aumento delle tasse. “La pressione fiscale – ha spiegato Meloni – misura il rapporto tra le entrate dello Stato e il prodotto interno lordo. Significa che la pressione fiscale non aumenta solo se aumentano le tasse, se aumenta il numero delle tasse o se aumenta l’aliquota della tassa. Aumenta anche se le tasse diminuiscono ma, per esempio, le paga più gente”. E non sorprende, allora, che la pressione fiscale sia aumentata: perché, semplicemente, c’è più di un milione di lavoratori, a cui va aggiunto anche un aumento (record) del recupero dell’evasione fiscale: “Se tu chiaramente combatti meglio l’evasione fiscale, le entrate allo Stato aumentano anche se le tasse sono diminuite. Adesso – ha bacchettato Meloni – io non sono un economista, ma sono nozioni abbastanza banali di economia politica che dovrebbero conoscere anche i componenti dell’opposizione. Poi chiaramente tutto fa brodo per fare propaganda, ma la realtà è un’altra cosa”.
Non si tratta, dunque, soltanto di una questione teorica: il taglio del cuneo fiscale, insieme alle altre tante misure rivendicate da Meloni, ha avuto un effetto concreto sui redditi da lavoro, aumentando il netto percepito ogni mese da milioni di dipendenti. Misure tanto concrete che parlare di aumento delle tasse è possibile soltanto se si è ignoranti in materia, o si è in mala fede.



























