TFR, Meloni mette a tacere il Pd: “Bastava leggere l’articolo”

La polemica sul TFR si chiude con la replica perentoria e precisa di Giorgia Meloni. Alcuni esponenti del Pd, infatti, avevano sbandierato una presunta cancellazione della clausola di salvaguardia sulla tassazione del Trattamento di Fine Rapporto a partire dal 2027. Cosa non vera, però, nata da una cattiva lettura, chissà quanto fatta in buona fede, dei riferimenti normativi. Ed è stata la stessa premier a mettere la parola fine su una discussione che poteva essere evitata. “Leggo alcuni post di esponenti di primo piano del Partito Democratico e non so sinceramente cosa sia più grave: se, quando li hanno scritti, fossero consapevoli di raccontare una cosa falsa oppure se non lo fossero”.

Meloni entra così subito nel tecnico, senza fronzoli: “Ci raccontano che dal 2027 il Governo avrebbe fatto sparire la clausola di salvaguardia sul TFR, con una “stangata silenziosa” ai danni dei lavoratori. E per dimostrarlo citano trionfalmente l’abrogazione prevista dall’articolo 376 del D.Lgs. 117/2026. C’è solo un piccolo problema. Quello che stanno citando è un Testo unico. E nello stesso identico decreto, prima di arrivare all’articolo 376, sarebbe bastato fermarsi all’articolo 21. Al comma 11 la clausola di salvaguardia sul TFR è lì, nero su bianco. E, nel caso non fosse abbastanza chiaro, lo stesso articolo la richiama espressamente”.

Tra le dichiarazioni finite nel mirino della premier c’è sicuramente quella di Alessia Morani, ex deputata, che aveva scritto sui social: “Mentre si riempiono la bocca con promesse di “tagli alle tasse”, nei fatti approvano norme che vanno a svuotare le tasche dei soliti noti. Dal 1° gennaio 2027 entra in vigore l’ennesima beffa per i lavoratori dipendenti: cambia il calcolo della tassazione sul Trattamento di Fine Rapporto (TFR). Hanno eliminato la clausola di salvaguardia (attiva dal 2006). Fino ad oggi, quando andavi in pensione o cambiavi lavoro, lo Stato confrontava le aliquote correnti con quelle del 2006 e ti applicava quelle più favorevoli. Era un paracadute fiscale per proteggere i tuoi risparmi. Dal 2027 questo paracadute sparisce per sempre”. Ma Meloni ha spiegato come stanno davvero le cose: “Quindi cosa succede davvero? Una cosa molto semplice. Il Testo unico riordina la disciplina, riproduce la clausola di salvaguardia nella nuova normativa e abroga la vecchia disposizione che sostituisce. Loro, invece, prendono l’abrogazione della vecchia norma e la presentano come l’abolizione della tutela”.

Toni, insomma, da campagna elettorale, in vista probabilmente delle politiche del 2027. Ma forse anche un tantino di impreparazione: “È campagna elettorale? – si chiede Meloni – Non sanno come funziona un Testo unico? Temo sia molto peggio: che non abbiano nemmeno letto il provvedimento che stanno commentando. Perché sarebbe stato difficile arrivare all’articolo 376 senza accorgersi che l’articolo 21 smentisce tutta la storia. E questi signori, sono politici ed esponenti delle istituzioni del Pd”. La figuraccia è stata così grande da rendere necessario un dietrofront da parte della Morani. Il suo post su Facebook è stato infatti successivamente modificato con un aggiornamento: “Mi hanno segnalato che alcuni siti stanno rettificando la notizia dopo averla massicciamente divulgata a partire dal mese di agosto. Dicono che la confusione sia derivata da una errata lettura delle nuove norme. In questo caso, sarebbe una buona notizia”.

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