Tradizioni in cucina: 5 piatti regionali per una Pasqua tricolore

Si avvicinano le festività pasquali, momento di riflessione e introspezione spirituale per i cristiani, di ringraziamento e gioia per Gesù risorto, ma anche preziosa occasione per riunirsi in famiglia e stare insieme e, lo sappiamo, in Italia non c’è luogo di convivialità e ritrovo migliore della tavola!

Che si celebri questa festa già dalle prime ore della mattina, ad esempio a Roma, dove la colazione di Pasqua è un appuntamento imprescindibile, o si opti invece per il pranzo, quello che unisce i cittadini dello stivale sono i dolci della nostra tradizione. Ma ne conosciamo anche la storia e le origini? Di seguito vi proponiamo cinque piatti regionali, grandi protagonisti della Pasqua in Italia. 

La Colomba di Pasqua: dalla Lombardia un dolce senza tempo

Un dolce che richiama al volatile che è per eccellenza simbolo di pace per la cristianità, la Colomba è una prelibatezza che non può mancare sulle tavole degli italiani per celebrare le festività pasquali benché la sua origine, che si snoda tra storica e leggenda, sia tutt’ora incerta. Alcuni fanno risalire la nascita del dolce nostrano attorno al 610 nella capitale dei Longobardi, Pavia, frutto di un prodigioso miracolo di San Colombano che, ospitato alla corte della Regina Teodolinda insieme ad alcuni pellegrini, trasformò la cacciagione offerta dalla sovrana in morbido pane bianco a forma di colomba. Per altri invece il dolce sarebbe legato all’invasione barbarica di Pavia del 572: secondo questo racconto gli abitanti della città offrirono un dolce a forma di colomba agli invasori nel tentativo di evitare brutalità e saccheggio. 

Certo è che il primo a rendere commerciale questo dolce fu il famoso pubblicitario Dino Villani che lanciò il prodotto negli anni trenta del secolo passato con l’azienda Motta

Il dolce, che richiede una lavorazione lunga e complessa fatta di ben tre lievitazioni, si caratterizza per la sua soffice corposità e una glassa alla mandorla molto delicata. 

La Pinza: un lascito delle dolci terre istriane

Una volta era italiana l’Istria e sebbene il destino l’abbia strappata alle braccia della Patria, la sua cucina (e non solo quella!) continua ancora a parlare italiano. Non è un caso che sia nata proprio in questa meravigliosa terra a ridosso del Mare Adriatico la Pinza (o Pinsa), un dolce che è ancora oggi un grande protagonista delle tavolate pasquali a Trieste e Gorizia, ma che troviamo anche nel menù delle colazioni pasquali del resto dello stivale, tramandata di generazione in generazione da quegli esuli che pur perdendo le loro case e terre non smisero mai di celebrare e ricordare gli odori e i sapori della propria terra. 

La Pinza è un pane dolce e morbido a forma di treccia, spesso insaporito con scorze d’arancia, limone o mandorle e servito su foglie di ulivo. E’ un piatto nato nel 1800 in zone rurali, simbolo e auspicio di buon raccolto, rinascita e resurrezione.   

Dai Conventi nelle Marche, la gustosa Torta al formaggio di Pasqua

Se c’è un dolce dal sapore deciso ed inconfondibile è certamente la Torta al formaggio di Pasqua, un’esplosione di sapori che non può mancare nel menù degli italiani. Le radici di questo dolce eccezionale sembrano addirittura affondare nel Medioevo: le ricostruzioni storiche infatti, collocano le origini di questo dolce tra le mura del Convento di Santa Maria Maddalena di Serra de’ Conti in provincia di Ancona, luogo in cui le monache idearono questa gustosa ricetta per celebrare la fine della Quaresima. 

La Torta al Formaggio è un panetto salato i cui ingredienti principali sono pecorino, parmigiano e pepe, benché si trovino alcune varianti ripiene anche di altri formaggi. 

Dal cuore delle campagne laziali, la Pizza Dolce

Conosciuta anche come “ricresciuta”, la Pizza Dolce trova la sua genesi nelle campagne laziali ed è a tutt’oggi la regina delle colazioni pasquali romane, accompagnata sempre e rigorosamente da uova e salame. E’ la sua semplicità a richiamarne le origini contadine, benchè la sua preparazione sia lunga e laboriosa: per una perfetta riuscita, è bene preparare la pasta la sera per lasciarla riposare un’intera nottata prima di infornarla. Dolce morbido e alto, la sua consistenza ricorda le caratteristiche del pan di Spagna. 

Sua Maestà il Re Casatiello, leccornia e orgoglio di Napoli

E’ bello da vedere e carico di sapori, con una tradizione lunghissima che lo incorona certamente, per qualità e storia, come il re della Pasqua a tavola! Le origini del Casatiello risalgono addirittura ai tempi della Napoli greca, cucinato per celebrare gli dei Cerere e Demetra durante le festività primaverili. Col tempo si è poi trasformato in un dolce tipico della festività cristiana per eccellenza, la Pasqua, grazie anche alla sua forma circolare che ricorda il ciclo della vita e, quindi, facile da associare alla Resurrezione del Cristo. 

Il Casatiello trae il suo nome dal termine latino “caseus”, ossia formaggio, uno degli ingredienti principali di questa incredibile ricetta oltre al salame, lo strutto, il pepe, le uova e il lievito di birra.

Certo non è un dolce dietetico, ma è talmente buono che mangiarlo solo a Pasqua è davvero un peccato, motivo per il quale è facilissimo da trovare sugli scaffali di fornai e pasticcerie tutto l’anno.

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Federica Giovannucci
Federica Giovannucci
Federica Giovannucci, romana, conservatrice identitaria, cristiana. Ho lavorato per molti anni nel Terzo Settore, nell'ambito della progettazione culturale. Lettrice compulsiva, sono appassionata di politica e storia delle religioni.

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