Ue, Fitto e Legutko (Ecr): gruppo Ecr firma dichiarazione congiunta dei capigruppo del Pe sull’Ucraina, rimane un unico punto di critica

Il gruppo Ecr ha cofirmato la dichiarazione sull’Ucraina fatta dai capigruppo del Parlamento europeo nella conferenza dei presidenti di oggi. I copresidenti del gruppo Ecr, Raffaele Fitto e Ryszard Legutko, hanno chiesto il pieno sostegno all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina all’interno di confini internazionalmente riconosciuti. Hanno anche ribadito la loro richiesta di fermare immediatamente il progetto Nord Stream 2, se la Russia dovesse lanciare un attacco all’Ucraina. Il gruppo Ecr ha sottolineato che sarebbe stato meglio adottare una linea più dura sulla questione del Nord Stream 2, eliminando qualsiasi condizionalità alla cessazione dell’operazione del gasdotto. Questa debolezza della dichiarazione non dovrebbe essere ignorata. Parlando al termine della riunione Raffaele Fitto ha dichiarato: “Noi crediamo fermamente che debba essere il popolo ucraino a decidere il proprio futuro, sul piano interno ed internazionale, senza alcuna interferenza da parte di altri. Per questo è fondamentale un’azione a livello europeo per disinnescare le tensioni. Esortiamo la Russia a non lanciare un attacco contro l’Ucraina, a rispettare gli impegni internazionali, e al tempo stesso a non minare i principi e i meccanismi di sicurezza e cooperazione a livello europeo e transatlantico. Bisogna sostenere con tutti gli strumenti a nostra disposizione l’Ucraina creando le condizioni per favorire uno vero processo democratico, la prosperità economica e il progresso sociale”. Nel suo intervento nel dibattito in Plenaria del Parlamento europeo, il prof. Legutko aveva già avvertito: “La Russia è diventata un oggetto di profonda attrazione per molti europei e inoltre un partner coinvolgente nella politica di potere. Anche nelle relazioni economiche, per non parlare dei famigerati Nord Stream 1 e Nord Stream 2. E il fatto che ex cancellieri di Germania e Austria, ex primi ministri di Francia e Finlandia abbiano lavorato per imprese russe, siano stati impiegati da imprese russe, è significativo. Questi signori e molti altri – e anche signore, permettetemi di aggiungere – non sono cani sciolti, ma rappresentano ciò che è tipico di un ampio segmento delle istituzioni politiche europee. Per chiamare le cose con il loro nome: l’Europa è un anello debole nella linea di difesa contro l’imperialismo russo”.

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