“Discutere oggi di riordino e riorganizzazione del Consiglio universitario nazionale vuol dire riflettere su quale università vogliamo creare per il futuro. Non possiamo limitarci a parlare di strutture, o di norme, perché dietro ogni scelta ci sono vite, studenti, famiglie e docenti. L’università deve essere un sistema capace di guardare avanti. Per questo è fondamentale cambiare il Cun, un organo centrale e di confronto. E proprio per questo deve funzionare al meglio: razionalizzare la sua composizione, semplificare la struttura rafforzandone la funzionalità. Semplificare non significa indebolire, ma creare un organo più efficiente e autorevole. Il governo Meloni ha investito sulla conoscenza, sulla ricerca e sul diritto allo studio. I fondi stanziati dal nostro esecutivo sono pari a 9,4 miliardi di euro, il 26% in più rispetto al 2019. Risorse che rafforzano la ricerca e la didattica. Investire sull’università vuol dire investire su merito, mobilità sociale e sull’opportunità per un giovane di costruirsi il proprio futuro. La vera sfida è creare un’istituzione aperta, accessibile, capace di attrarre i talenti, competitiva a livello internazionale. Proprio per questo il Cun deve essere capace di adattarsi ai tempi che cambiano”.
Lo dichiara in Aula il senatore di Fratelli d’Italia Guido Liris, capogruppo in Commissione Bilancio a Palazzo Madama.



























