“Il Governo Meloni ha posto il contrasto alla violenza contro le donne tra le proprie priorità, rafforzando gli strumenti di prevenzione e protezione, rendendo strutturale il Reddito di libertà e adottando il Piano strategico nazionale 2025-2027. Un percorso concreto che deve proseguire, perché ogni norma deve tradursi in una risposta tempestiva quando una donna chiede aiuto. I dati dell’Istat ci ricordano, inoltre, quanto la violenza resti sommersa e quanto spesso inizi già durante l’infanzia. Per questo il richiamo del Capo dello Stato alla scuola è significativo. Educare al rispetto, alla libertà e all’inviolabilità della persona significa insegnare ai più giovani che l’amore non è controllo, possesso o sopraffazione. E l’esperienza del Codice Rosa dimostra quanto sia importante garantire alle vittime un luogo protetto, personale preparato e una rete capace di mettere in comunicazione sanità, forze dell’ordine, magistratura e centri antiviolenza. È un modello positivo che va sostenuto e reso sempre più omogeneo sul territorio nazionale, valorizzando le realtà che già funzionano e accompagnando quelle che devono ancora rafforzarsi. Come componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, continuerò a lavorare affinché le buone pratiche siano diffuse, i percorsi di protezione siano sempre più efficaci e nessuna donna venga lasciata sola. Accanto alle leggi, le risorse e l’organizzazione, si deve affiancare un lavoro sul piano culturale. Governo, Parlamento, scuola, famiglie e territori devono continuare a procedere nella stessa direzione”.
Lo dichiara Cristina Almici, deputato di Fratelli d’Italia e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere.




























