“Il buyback non è un tabù. Non è uno strumento punitivo per quelle banche o assicurazioni che ricomprano le loro azioni ma un’imposta già usata in altri Paesi e che in Italia può rivelarsi come la strada determinante per tagliare le tasse al ceto medio, come promesso dal Governo Meloni. Il riacquisto dei propri titoli da parte di istituti finanziari e bancari, è bene sottolinearlo, altro non è che una modalità di distribuzione degli utili alternativa al dividendo, che nulla ha a che vedere con l’economia reale. Una formula sottoposta a regole stringenti ma che potrebbe generare un profitto per gli azionisti che cedono titoli e una plusvalenza per chi compra. Un’operazione finanziaria sulla quale non mancherà il confronto con l’Abi, dialogo di cui l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha fatto la sua stella polare in questi quasi tre anni di legislatura. Non aumentare le tasse e non accanirsi sul sistema produttivo sono le nostre priorità, tagliare le imposte per cittadini e famiglie il nostro obiettivo. Non c’è alcun accanimento nei confronti delle banche ma solo la volontà di dialogare consapevoli che lasciare più soldi in tasca agli italiani è l’unico modo per sostenere i consumi”.
Così il senatore di Fratelli d’Italia e componente della Commissione Finanze, Giorgio Salvitti.