Caso Chico Forti, si riparte con il Governo Meloni

Con l'insediamento del Governo Meloni, si apre una nuova fase per Chico Forti ed i suoi familiari che attendono, da 22 anni, il rientro in patria dell'imprenditore trentino.

Il dossier di Chico – detenuto dal 2000 negli Stati Uniti dove sta scontando una condanna all’ergastolo per omicidio, del quale si è sempre dichiarato innocente e vittima di un errore giudiziario – è fermo (ed impantanato) dal 2020, da quando il Governatore della Floria accettò la richiesta di trasferimento in un carcere italiano, avanzata dai legali di Forti. Sembrava tutto risolto due anni fa a Natale, quando l’allora ministro degli esteri Luigi Di Maio annunciò, con il suo «Chico Forti tornerà in Italia», quello che per tutti sembrava un imminente rientro in patria. Una notizia che aveva fatto scoppiare un vero e proprio urlo di gioia ed invece, a distanza di due anni, è ancora lì, in un carcere americano ed è ancora tutto bloccato. Nessuno poteva pensare che un annuncio simile si sarebbe rivelato un nulla di fatto. Una lunga storia, che sembra non finire mai e che si infittisce di mistero; si alternano la burocrazia americana, i rapporti diplomatici e le questioni internazionali che riguardano, a vario titolo, le due potenze e che, di fatto (nonostante siano alleate), stanno bloccando l’iter per il rimpatrio del nostro connazionale. Ne è convinta anche la famiglia che definisce il caso di Chico non più giudiziario ma politico/diplomatico.

Via il governo Draghi ed i ministri di esteri e giustizia, Di Maio e Cartabia, la famiglia – ed in particolare lo zio Gianni, da sempre la prima linea di Chico – si è subito messa in contatto con il nuovo esecutivo, intrecciando telefonate ed incontri con Giorgia ed Antonio Tajani, già impegnati per sbloccare la situazione e riportare Chico a casa. Il neo ministro degli esteri Tajani vanta una trentennale esperienza di politica estera e comunitaria, che gli ha permesso di intrecciare rapporti internazionali, di altissimo livello, nel vecchio e nel nuovo continente. Prerogativa che gli tornerà sicuramente utile per lo svolgimento del suo ruolo di governo. Sul tavolo del Ministro degli esteri ci sono già i dossier che intende seguire personalmente, per dare dei segnali inequivocabili sulla continuità della linea atlantista ed europeista: dalla giovane Alessia Piperno, prigioniera in Iran a Chico Forti, detenuto da due decenni in Usa, fino alle questioni che riguardano l’invasione dell’Ucraina e la crisi energetica.

Per il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che è da tempo schierata dalla parte di Chico e dei suoi familiari: «Le istituzioni italiane si sono occupate della vicenda di Chico, con maggiori e minori fortune. Quello che posso dire è che il governo di centrodestra farà tutto quello che può per mandare avanti questo iter e per consentire a Chico di ricongiungersi con i suoi cari», ha promesso la Premier che ha anche aggiunto: «Con Gianni Forti, zio di Chico Forti, è una vicenda che Fratelli d’Italia segue da tanti anni. Ci battiamo perché questo italiano possa tornare in Italia». Dichiarazioni e posizioni che lasciano ben sperare affinché qualcosa si sbocchi e si possa riaprire un canale diplomatico che porti ad una soluzione positiva. Noi incrociamo le dita per Chico e speriamo di poter presto commentare la (buona) notizia che tutta Italia sta aspettando. Incrociamo le dita e ad maiora!

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