Reggio Emilia, negano piazza a Norma Cossetto. Il Comitato 10 febbraio insorge.

Reggio Emilia – Il Comitato 10 Febbraio esprime sdegno per quanto contenuto nel verbale della commissione toponomastica. “La storia di Norma Cossetto merita rispetto. Chiediamo l’intervento del Sindaco e del Prefetto. Istoreco condivide quanto sostenuto dal suo rappresentante?”

Durante la seduta del 27 ottobre scorso, la commissione toponomastica del Comune di Reggio Emilia ha esaminato varie proposte di intitolazione di vie, giardini o edifici pubblici.
Tutte le pratiche sono state approvate all’unanimità, fino all’esame della mozione di intitolazione in ricordo di Norma Cossetto, martire istriana barbaramente trucidata dai partigiani jugoslavi comunisti nell’ottobre 1943, alla cui memoria nel 2005, l’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, concesse la Medaglia d’Oro al Merito Civile. Una vicenda conosciuta in tutto il mondo, evidentemente un poco meno al Comune di Reggio Emilia.

Nonostante la mozione fosse stata approvata da tutto il consiglio comunale, con il voto contrario di LEU e l’astensione del PD, la commissione toponomastica ha chiesto incredibilmente “che vengano integrate le notizie storiche che avvallino tale richiesta” e poi ha interpellato tale dottor Massimo Storchi, rappresentante dell’Istituto Istoreco, il quale ha illustrato “alla commissione la mancanza di notizie storiche certe e verificate riguardanti le vicissitudini che hanno portato alla cattura e all’uccisione della Cossetto; infatti – secondo quanto sostenuto dal dottor Storchi – esistono solo fonti verbali circa l’accaduto tutte provenienti da un un’unica fonte, la famiglia.”

“Vengono i brividi a leggere queste dichiarazioni – commenta Emanuele Merlino, presidente nazionale del Comitato 10 Febbraio – chiediamo un intervento urgentissimo del Sindaco di Reggio Emilia, affinché sia avviata un’indagine interna. Chiediamo al presidente del consiglio comunale e ai capigruppo consiliari di far rispettare la decisione della massima assise cittadina. Inoltre, chiediamo all’Istoreco se condivide le posizioni del suo rappresentante nella commissione toponomastica. Infine, è da segnalare che ai lavori della commissione ha partecipato l’assessore Lanfranco De Franco, appartenente a LEU, l’unico partito ad aver votato contro in consiglio comunale.

Le dichiarazioni del dottor Storchi sembrano voler suggerire che la famiglia Cossetto abbia, per motivazioni politiche, strumentalizzato o forse inventato le circostanze della morte di Norma Cossetto. O, addirittura, che le idee politiche della famiglia di Norma, vere o presunte che siano, possano giustificare l’orrendo e ripugnante crimine. D’altro canto – prosegue Merlino – è ancora più grave mettere in dubbio e svilire la decisione del consiglio comunale.

Il cadavere di Norma Cossetto venne recuperato dall’interno di una foiba dai vigili del fuoco italiani. Era stata sequestrata, stuprata e orrendamente seviziata dai partigiani comunisti di Tito che infoibavano gli italiani per cancellarne la vita, la presenza, il futuro e attuare quella che il Presidente Emerito della Repubblica Giorgio Napolitano ha definito “una vera e propria pulizia etnica”.

Un po’ come hanno fatto, e a volte fanno ancora, certi burocrati e presunti storici che per troppi anni hanno cancellato la storia degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia vendendo correttezza e rispetto della verità sull’altare della connivenza politica.
Ci auguriamo che questa brutta pagina si chiuda al più presto con l’inaugurazione di una via a Norma Cossetto, magari proprio il 10 febbraio durante le cerimonie per il Giorno del Ricordo. Norma Cossetto è stata “luminoso esempio di amor patrio” – conclude Merlino – e non saranno buie dichiarazioni a cancellarne il ricordo e l’importanza.”

Redazione
La Redazione de La Voce del Patriota

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