Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dopo qualche giorno di vacanza, ha ripreso a pieno regime il proprio lavoro e la ripartenza è avvenuta al tradizionale Meeting che Comunione e Liberazione organizza a Rimini dal 1980. La premier è stata accolta dalla platea del Meeting di Rimini in maniera più che calorosa, infatti, i giornali hanno parlato di una Giorgia Meloni che si è trovata in perfetta sintonia con il popolo di CL.
Il suo è stato un intervento che ha toccato i principali temi di attualità politica, interna ed internazionale, e rivendicato l’azione positiva del Governo, e i partecipanti al Meeting riminese, con applausi e persino cori da stadio a favore di “Giorgia”, hanno manifestato una chiara vicinanza, politica ed umana, al lavoro quotidiano che viene svolto dall’esecutivo di centrodestra. Anzitutto, è stato riconosciuto dalla premier il ruolo importante e storico che riveste da quasi mezzo secolo il Meeting di Rimini, che continua ad essere un momento fondamentale nel dibattito politico e culturale della Nazione.
Il Presidente del Consiglio, proprio perché viene da una destra nella quale la militanza a titolo gratuito e l’interesse più comunitario che individuale hanno permesso la realizzazione di tante iniziative politiche, ha espresso ammirazione per i volontari di Comunione e Liberazione che, grazie al senso di appartenenza ad una comunità, rendono possibile ogni anno un evento significativo come il Meeting di Rimini. Per l’edizione del 2025 del Meeting è stata scelta una frase dell’autore cristiano e conservatore Thomas Stearns Elliot: “Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi”.
Attribuendo un importante significato alle parole di Elliot, Giorgia Meloni ha spiegato l’essenza dell’azione politica dei conservatori e dei patrioti che si trovano al timone della Nazione. In un mondo spinto da alcuni verso una grigia omologazione dove scompaiono le differenze identitarie, nazionali e religiose, occorre capire bene il reale per inserirvi un sistema di valori, un edificio capace di resistere ai venti passeggeri del relativismo forzato in modo ideologico. La premier, nella sua conduzione quotidiana del Governo, ha portato i “mattoni nuovi” nel recupero marcato del prestigio internazionale dell’Italia, per il quale la numero uno di Palazzo Chigi si è spesa finora moltissimo.
L’Italia non è più la grande malata d’Europa, ma rappresenta un modello di stabilità e di serietà che viene visto con la giusta attenzione dagli investitori. Il cambio di passo è stato determinato da una classe dirigente, quella del Governo Meloni, che finalmente è consapevole delle potenzialità di questa Nazione. Nel passato, anche recente, altri si sono consegnati a partner europei prima ancora di provare quantomeno a combattere e all’insegna di un umiliante complesso di inferiorità. Toccando il tema della guerra in Ucraina e dei sopraggiunti spiragli di pace, il Presidente del Consiglio non ha potuto che richiamare l’attenzione sul fatto che la principale proposta di pace e di sicurezza per l’Ucraina ora sul tavolo sia stata avanzata dall’Italia, e parliamo naturalmente dell’articolo 5 della NATO da usare a favore di Kiev.
Non è mancata una stoccata doverosa alla Unione Europea, condannata alla irrilevanza geopolitica fra Cina e Stati Uniti, che tarda a comprendere la necessità di dover fare meno e meglio, ovvero, di procedere verso quella confederazione di Nazioni unita sui grandi temi globali e meno distratta dai dirigismi modaioli come il Green Deal o le degenerazioni woke e gender. “Mattoni nuovi” in Europa e “mattoni nuovi” in Italia dove il Governo Meloni sta combattendo l’immigrazione irregolare a favore di quella regolare. Se il migrante giunge nel rispetto della legge, è un valore aggiunto, altrimenti, è un danno.
Altri mattoni nuovi sono le riforme istituzionali, premierato, Autonomia differenziata e Giustizia, la revisione graduale e progressiva del fisco, le politiche sul lavoro che hanno segnato record quantitativi e qualitativi e quelle per la famiglia, concretizzate nelle agevolazioni per l’acquisto della prima casa a favore dei giovani. Senza una casa non si può costruire una famiglia, ha sottolineato la premier. La quale ha altresì avvertito: nessun giudice o burocrate dedito al sabotaggio politico, in Italia o in Europa, riuscirà a fermare tutto questo.