11 Settembre, Rampelli (Vpc-Fdi): punto di non ritorno

“Ogni anno l’11 settembre è il giorno nel quale l’Occidente è costretto a varcare il punto di non ritorno. Il dolore e la memoria ciclicamente s’impuntano su quella tragedia immane nella quale furono spazzate via, insieme a migliaia di persone che drammaticamente hanno perso la vita, anche  l’inviolabilità dell’esistenza quotidiana in tutto il pianeta. Come in una guerra permanente e globale, con nemici invisibili e vili. Nessuno si è sentito più al riparo. La paura prevalse e il terrore ce lo portiamo addosso da 19 anni. Anche oggi, che tentiamo  di ricucire un dialogo sereno tra diverse civiltà nella speranza di sconfiggere gli estremismi religiosi e le dittature teocratiche, dobbiamo constatare che il modello di vita occidentale è stato geneticamente modificato da quell’evento.
Un pensiero va alle famiglie di tutte le etnie e religioni che in quel giorno terribile hanno perso i loro cari salutandoli la mattina come fosse una mattina qualunque. Non lo fu. Non lo è stata più”.

È quando dichiara il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli nel diciannovesimo anniversario dell’11  settembre.

Redazione
La Redazione de La Voce del Patriota

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