41° anniversario Emanuela Orlandi, presidente Commissione De Priamo: “Sarà fatto tutto il possibile per fare chiarezza sulla sorte delle due ragazze scomparse nel 1983”

Oggi il mio pensiero va alle due famiglie che attendono verità e giustizia

“In occasione del triste 41° anniversario dalla sparizione di Emanuela Orlandi, come presidente della Commissione d'inchiesta, rivolgo un sentito pensiero di vicinanza da parte dell'organismo bicamerale alle famiglie delle due ragazze scomparse che da decenni attendono verità e giustizia, ribadendo ancora una volta che sarà fatto tutto il possibile per fare chiarezza sulle due tragiche vicende.

Nel corso degli anni si è andata accumulando sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregoria una massa straordinariamente vasta di ipotesi, piste, false informazioni, versioni di comodo, documenti falsi, omissioni e omertà che ha gravemente compromesso l'accertamento della verità.

Sulle due vicende si sono andati sedimentando nel tempo, ad opera di raffinate menti criminali, così tanti “detriti” da aver alterato profondamente lo scenario nel quale si svolsero i fatti. Il nostro lavoro pertanto è anche questo: fare pulizia e riportare alla luce fatti e circostanze con valenza probatoria certa e affidabile, sfrondando da tutto il superfluo che ha reso difficile se non impossibile la soluzione dei due casi.

Da questo punto di vista, a distanza di 41 anni – anche da una prospettiva storica, visto l'enorme tempo trascorso – la Commissione già a due mesi dalla sua prima audizione del 9 maggio 2024 (due giorni dopo il 41° anniversario della scomparsa di Mirella Gregori) è impegnata in questo enorme sforzo di verità e giustizia, a cui tutti stanno dando il proprio contributo. Stiamo mettendo a punto e raffinando il metodo di lavoro per un più incisivo svolgimento dell'istruttoria parlamentare.

Come ho avuto modo di dichiarare il giorno della mia elezione a Presidente della Commissione (era il 14 marzo), ribadisco il mio personale e totale impegno nel portare avanti questa inchiesta parlamentare senza preclusioni di sorta, nel segno del senso di responsabilità istituzionale, dell'umiltà, del rigore e della determinazione, dando pari dignità alle due vicende, non tralasciando nulla e non prediligendo nessuna tesi o correndo dietro a teoremi precostituiti. Inseguire un'ipotesi rispetto a un'altra non solo sarebbe un gravissimo errore, ma impedirebbe ancora una volta di fare finalmente chiarezza e pervenire a un risultato concreto nella comprensione di ciò che realmente accadde a queste due adolescenti: due ragazze minorenni probabilmente vittime di criminali che conoscevano bene e dei quali si fidarono.

L'istruttoria parlamentare si pone in un momento particolare, poiché al contempo ci sono altre due inchieste della magistratura aperte: una del Promotore di Giustizia dello Stato della Città del Vaticano e l'altra della Procura della Repubblica di Roma. Anche da questo punto di vista, sono profondamente consapevole della delicatezza del nostro lavoro. Dobbiamo, infatti, avanzare con la nostra istruttoria parlamentare in spirito di leale collaborazione con le due autorità giudiziarie, evitando qualsivoglia sovrapposizione inutile se non dannosa. Colgo l'occasione per ringraziare nuovamente il procuratore di Roma Francesco Lo Voi per la preziosa collaborazione che ha già assicurato alla nostra Commissione, nella trasmissione degli atti giudiziari relativi ai due casi in esame.

Per quanto concerne il Promotore di Giustizia del Vaticano, la sua collaborazione sarà fondamentale per colmare eventuali lacune nella ricostruzione del caso Orlandi, nel pieno rispetto delle prerogative, dell'autonomia e indipendenza della magistratura inquirente di uno Stato terzo come il Vaticano, così come prevede il diritto internazionale. Non vi saranno da questo punto di vista inopinate iniziative di parte o assalti da parte della Commissione, ma il pieno rispetto delle norme previste appunto dal diritto internazionale, attraverso i canali ufficiali.
 L'obiettivo e' riportare le due tragiche vicende sul piano della sostanziale verità dei fatti, essendo consapevoli da un lato del tempo trascorso che riduce progressivamente il numero dei testimoni ancora in vita, ma dall'altra la straordinaria possibilità di acquisire atti, documenti e fonti di prova cartacee su un orizzonte molto più vasto rispetto al passato, tenuto conto dell'enorme massa di informazioni già in possesso della Commissione, anche grazie al lavoro di pregressi organismi di inchiesta, sia parlamentari sia della magistratura ordinaria.

È una grande sfida e tutti i componenti della Commissione, che fino ad oggi ha condiviso in modo unanime programmazione e metodo di lavoro, sono consapevoli di questo. In particolare, tenuto conto anche del fatto che il caso Orlandi è oltremodo complicato, trattandosi della scomparsa non solo di una minorenne, ma cittadina vaticana, la cui vicenda si colloca sul crinale dei rapporti tra due Stati: quello italiano e quello vaticano, nel cuore della Guerra Fredda, nel periodo storico più caldo dei rapporti tra Santa Sede e blocco sovietico e nel momento più delicato dell'istruttoria allora condotta dal giudice istruttore Ilario Martella sulla cosiddetta pista bulgara per l'attentato al Papa.

Anche per questo, nel nostro sforzo di contestualizzare le due vicende, è di grande aiuto la collaborazione che sta offrendo alla Commissione il Ministero degli , nella ricerca e trasmissione dei carteggi diplomatici intercorsi tra Stato italiano e Santa Sede, a partire dal 3-5 luglio 1983 in avanti. Questo ci permetterà non solo di comprendere meglio le dinamiche che si instaurarono tra le autorità italiane e quelle vaticane all'epoca, ma di fare piazza pulita di tante ricostruzioni di comodo che hanno cercato di dipingere in questa vicenda il Vaticano come il male assoluto. La corrispondenza diplomatica tra l'allora nostro ambasciatore presso la Santa Sede e personalità di primo livello della Segreteria di Stato, intercorsa soprattutto tra luglio e agosto 1983, restituisce un quadro dei fatti chiaro e ben diverso dalle tante ricostruzioni maliziose se non malevole degli ultimi anni. Se quache diaframma fu frapposto tra Vaticano e autorità italiane – come ebbe a dichiarare il compianto prefetto Vincenzo Parisi all'allora giudice istruttore Adele Rando nel gennaio dell 1994 – fu opera di singoli personaggi e non della Curia come istituzione.
A noi come Commissione parlamentare d'inchiesta rispetto alla legge istitutiva del nostro organismo bicamerale – spetta il compito di ricostruire i due casi e scoprire i motivi, ed i relativi responsabili, che hanno impedito la ricerca della verità. La Commissione Bicamerale ha iniziato il suo lavoro con un grande impegno che in questo anniversario voglio sottolineare e che proseguirà senza sosta fino al termine del proprio mandato”. Lo dichiara il senatore Andrea De Priamo, Presidente della Commissione bicamerale di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori.

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