A 5 anni dall’incidente, il Daily mail apre un finestra sulla privacy di Schumacher

Il panorama è bellissimo, idilliaco lì sulle rive del lago Lemano dove si trova il castello da 50milioni di sterline di Michael Schumacher, un uomo di cui si può dire davvero che ha conosciuto le più grandi fortune e la iella più amara. Un pilota di formula uno come lui, abituato a rischiare la vita sulle piste di tutto il mondo alla guida di bolidi il più delle volte ingovernabili da semplici mortali, e che è uscito vivo e sano da un paio di incidenti paurosi, il 29 dicembre di 5 anni fa, sulle nevi di Meribel ha rischiato di morire ed è rimasto gravemente infermo per una caduta dagli sci durante un fuoripista che non avrebbe impensierito un bambino di 10 anni.
La mano del fato, si dice. L’invidia degli dei, che dopo averti concesso praticamente ogni cosa, fama, ammiratori, denaro a palate, l’amore, una bella famiglia, si riprendono di colpo praticamente tutto quel che conta davvero e ti assegnano una drammatica punizione. Quando Michael cade sulla neve, ha anche il caschetto paracolpi in testa, e non sta improvvisando una discesa libera. E’ in gruppo, con figlio e amici, su un crinale appena scosceso, ma proprio dove va a battere la sua testa, nascosto da un niente di neve c’è un sasso aguzzo, che gli devasta cranio e cervello.
Da allora, dopo un lungo periodo in ospedale, Michael e famiglia si sono ritirati nel loro castello sulle rive del lago, dove l’unico rumore che senti e che non sia il cinguettio degli uccellini è quello delle palle da golf che vengono giocate nel club che confina con la tenuta. Ogni tanto nella vicina città di Gland – 13000 abitanti – si può incontrare Rolf, il padre di Micheal, ex muratore e poi gestore di una pista di go-kart con cui finanziò gli inizi della carriera del figlio. Non parla facilmente con gli sconosciuti, Rolf, ma almeno ammette che Michael si trova ancora al castello, andando contro a delle voci che lo vorrebbero in una casa da 30 milioni di euro comprata questa estate da sua moglie Corinna a Maiorca, o che addirittura sia stato trasferito in una clinica americana specializzata in traumi celebrali.
Sugli eventuali progressi della salute di Michael, invece, non si sa quasi nulla. Almeno non molto di più rispetto ai primi mesi dopo l’incidente, quando giornalisti da tutto il mondo avrebbero pagato oro per un’immagine dell’infermo o per un’intervista della moglie Corinne. Addirittura, il servizio di sicurezza intorno al campione stroncò sul nascere un tentativo di appropriazione indebita e furto quando, nel 2015, Michael era stato trasportato dall’ospedale dell’Università di Grenobel, dove gli erano state prestate le prime cure, a quello dell’Università di Losanna. Alcune delle sue cartelle cliniche furono rubate e offerte ai media per 40.000 sterline. Il sospetto ladro, che lavorava per la Rega, la compagnia di salvataggio aereo che aveva spostato Schumacher, fu arrestato, solo per essere trovato impiccato nella sua cella pochi momenti prima di rilasciare un’intervista. L’anno seguente, una foto scattata nel castello e contrabbandata da un “amico” veniva venduta per un milione di sterline, fatto che i pubblici ministeri tedeschi hanno descritto come una grave violazione della privacy. L’immagine, per fortuna, non è mai stata pubblicata.
Poi la moglie di Michael, Corinne, ha definitivamente stretto intorno al marito un cordone di privacy praticamente invalicabile, dal quale in questi ultimi giorni sono sfuggiti alcuni particolari. Pare, ma prendete tutto col beneficio del dubbio, che Michael non si più costretto a letto, né collegato a macchinari o tubi necessari per tenerlo in vita. Quindi, avrebbe forse riacquistato un minimo di autonomia, notizie però che cozzano con un’altra che vorrebbe le cure speciali per il campione costare qualcosa come 50mila euro a settimana. Almeno, così riporta il Daily mail.
Anche se qualcuno si lamenta per tanta segretezza, affermando che un campione come Schumacher appartiene anche ai suoi fan, e non solo alla sua famiglia, bisogna ricordare come anche quando era nel pieno della sua carriera, Michael distinguesse molto tra la sua attività sportiva e la sua vita privata, anche durante i momenti di maggior successo della sua carriera. Non permetteva a nessuno di violare la sua privacy e la famiglia vuole onorare questa distinzione, sapendo che sarebbe esattamente quello che il loro congiunto desidera.
Così noi innamorati di Schumacher dobbiamo limitarci ad immaginarlo, magari seduto nella sua poltrona preferita a godere degli splendidi paesaggi del lago di Lemano, con la speranza che i ricordi, tanti e felici, insieme all’amore della sua famiglia, possano essere sufficienti a riempire le sue giornate.

RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.
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