A proposito del Greenpass: un’analisi quantitativa smentisce Draghi?

Il fatto è vecchio; queste righe fuori attualità sono solo un approfondimento quantitativo: tuttavia pur essendo fuori tempo massimo, pensiamo sia meritevole di scrittura ed anche -umilmente – di vostro interesse, poiché quel che è accaduto non si era mai visto.

Un presidente del Consiglio che si produce in affermazioni non vere e che in BCE gli sarebbero valse la censura per palese non competenza sul tema. La frase sulle responsabilità dei non vaccinati nell’infettare è ormai storia della Repubblica, nella convinzione che esso sia stato malinformato e non sia tattica dirigista.

È possibile – ma azzardato e da non fare – smentire il sig. Primo Ministro solo per una intervista di Fauci, posta l’abitudine di quest’ultimo a contraddirsi, passando da una opinione all’altra come nel caso recente dell’audizione in senato sul finanziamento americano del Laboratorio di Wuhan.

Per il totale rispetto di una dialettica tra cittadino e istituzioni che contraddistingue i valori della Destra, ci affidiamo quindi ai fatti approfonditi nel documento del MMWR (MMWR early release/vol.70) , Il “bollettino settimanale sulla Morbilità e Mortalità” del 30 luglio : quantitativamente preciso e dettagliato , per struttura e serietà non contestabile.

Fauci – supponiamo – si basi anche su questo documento, che prende in esame e trae conclusioni da un numerosi eventi di “outbreak” epidemici avvenuti nel mese di luglio nella contea di Barnstable nel Massachusetts , in occasione di grandi e piccoli assembramenti turistici.

Seguendo le parole del Primo Ministro e posto che il 69% dei residenti in Massachusetts è vaccinato con la totalità delle dosi necessarie per i diversi sieri , la primissima conclusione ipotetica, è che con un livello di copertura tutto sommato non insignificante e secondo le teorie -sperimentali- della scienza medica in tema di Sars-Cov2 e malattia COVID-19, le probabilità per i vaccinati di infettarsi e essere ricoverati siano -per inferenza- basse, mentre siano alte quelle dei non sottoposti al trattamento.

Ma il ragionare per inferenza è rischioso: la realtà è stocastica, non lineare ed il futuro è sconosciuto, tutto può accadere. Anche che i fatti smentiscano completamente assunzioni mediche di base e che hanno indotto – speriamo-le parole del Primo Ministro.
In sintesi e citando fedelmente il documento, negli eventi di “outbreak” considerati nelle settimane di luglio:

– fatto 100% (469) i casi riportati positivi il 74% (346) erano completamente vaccinati
Di questi:
– il 79% (274) sono risultati sintomatici
-5 ricoverati in ospedale di cui: 4 completamente vaccinati e 1 non vaccinato
-la carica virale (RT-PCR) presente nei 127 vaccinati era simile a quella degli 87 non “protetti” o dei quali non si ha conoscenza se vaccinati o meno.

Il bollettino trae una prima conclusione: nessun evento mortale pochi ricoveri e dunque il trattamento sanitario funziona -ed è consigliabile- nell’attutire -come sapevamo – l’aggravarsi della malattia in forma grave e letale.

Ma non evita né il contagio né la trasmissibilità che non è solo a senso unico come sostiene Draghi, tantomeno rende i non trattati maggior veicolo di infezione essendo la carica virale uguale se non leggermente superiore.

Da cui la seconda conclusione del bollettino, ripresa da Fauci: utilizzare le protezioni al chiuso anche per i vaccinati.

Ciò nonostante restano e pesano come offensive su milioni di Italiani le parole del PM e l’adozione immotivata del certificato verde, drammaticamente illiberale e discriminatorio.

Fabrizio Jorio Fili
Fabrizio Jorio Fili su La Voce del Patriota.
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