Abolire limite a uso del contante per liberarci dalla schiavitù delle banche

Contante sì, contante no. Periodicamente si torna ad affrontare il dibattito sull’utilità o meno di mantenere un tetto al contante. Molti infatti sostengono che dietro al contante si nasconda spesso l’evasione e il denaro sporco che non vuol essere tracciato.

E così, in meno di dieci anni, nel susseguirsi dei Governi, la soglia sull’utilizzo del contante è cambiata per ben sei volte. Da Monti, fino a Renzi, che per ridare fiato rialza il tetto ai 2.999,99 euro dopo che, con la manovra Monti, il limite al contante era sceso addirittura a 1000 euro, creando sin da subito enormi problemi ai piccoli commercianti; non è un caso che tutte le associazioni di categoria andarono a lamentarsi dal Governo. Di contro poi, non si ebbe alcun impatto sulla lotta all’evasione.

Quindi, anche basandosi sulle esperienze passate, possiamo davvero sostenere che la limitazione all’uso del contante sia davvero un deterrente in chiave antievasione? Oppure chi fa il «nero» aggira anche questo limite? Del resto, anche guardandoci intorno, ci sono paesi in cui la quantità di contanti in circolazione è superiore a quella dell’Italia, per esempio la Germania, ma non per questo registrano un tasso alto di evasione fiscale. La differenza la fanno fattori strutturali della nostra economia ma anche gli strumenti con cui si controllano i conti dei contribuenti.

Senza dimenticare che la limitazione dell’uso al contante, per un Paese come il nostro che vive di turismo, si è rivelata, negli anni passati, controproducente: infatti per ogni pagamento superiore alla soglia minima è necessaria da parte dell’esercente di un’attività commerciale l’obbligo di richiedere il passaporto al cliente estero, schedarlo e affrettarsi a versare il contante presso gli istituti di credito: sia generando un’inutile burocrazia per chi vive di turismo sia creando una diffidenza nei confronti dei clienti che preferiscono così spendere le proprie somme in altri Paesi (nel resto d’Europa la soglia è di 10 mila euro).

Quindi l’idea che mettere un limite all’uso del contante serva a ostacolare l’evasione è un’idea illusoria.

Rimane invece una forte limitazione alla libertà individuale, nel momento in cui un cittadino è proprietario di una determinata somma deve essere nelle condizioni di poterne disporre nelle forme in cui ritiene più utile e più comodo.

Quello che appare certo invece è che, essendo il contante l’unico strumento di pagamento in concorrenza con la moneta elettronica, se venisse eliminato totalmente (o fortemente limitato), gli istituti di credito avranno meno ostacoli a far pagare oneri più alti ai correntisti. Oneri che già, diciamocelo sinceramente, stanno oltrepassando il limite.

Inoltre il deposito obbligato dei propri risparmi in forme elettroniche favorisce il controllo da parte dello Stato dei movimenti economici e del patrimonio dei singoli cittadini e quindi agevola la possibilità (come già accaduto con il Governo Dini) di imporre prelievi forzosi a seconda delle esigenze delle casse statali.

L’ abolizione del contante sarebbe un vantaggio sicuro per lo Stato e per il sistema bancario (che potrebbe contare su almeno 1,5 miliardi di nuovi ricavi, dati dai costi di gestione dei conti correnti), ma non per i cittadini che dovrebbero sobbarcarsi tali costi.

Fratelli d’Italia si batte da sempre per l’abolizione del tetto al denaro contante, per molti versi paragonabile a quella per l’abolizione dell’obbligo di fattura elettronica, perché sono entrambe misure che mettono a rischio la privacy e rappresentano un grande limite per l’economia reale.

Non ha alcun senso avere un limite al contante quando in Austria, Germania e gran parte d’Europa non c’è alcun limite. Chi vuole evadere con il contante potrà farlo lo stesso, la criminalità può spendere i suoi soldi negli altri stati europei. Il limite è solo un inutile fardello all’economia italiana.

Proprio per questi motivi Fratelli d’Italia ha presentato nel mese scorso al Senato un disegno di legge per abolire il limite all’uso del denaro contante.

“Questa limitazione – ha infatti spiegato il primo firmatario del ddl, Giovanbattista Fazzolari – non si è rivelata, nel tempo, uno strumento efficace di contrasto all’evasione fiscale e alle operazioni di riciclaggio da parte della criminalità organizzata che, invece, andrebbero combattute con misure repressive e sanzionatorie più organiche e strutturali. Inoltre, il limite all’utilizzo di denaro contante, non essendo previsto in molti Stati europei, anche confinanti, rischia di risolversi in un freno ai consumi e in un ostacolo in termini di competitività.

Autorevoli studi – continua il senatore – hanno stimato che in Italia il valore dei contanti chiusi nelle cassette di sicurezza si attesti tra centocinquanta e duecento miliardi di euro; è assolutamente necessario creare le condizioni affinché questi denari possano essere messi in circolazione, sostenendo l’economia nazionale e lo sviluppo produttivo”.

Letizia Giorgianni
O te ne stai in un angolo a compiangerti per quello che ti accade o ti rimbocchi le maniche, con la convinzione che il destino non sia scritto. Per il resto faccio cose, vedo gente e combatto contro ingiustizie e banche. Se vuoi segnalarmi qualcosa scrivimi a info@letiziagiorgianni.it
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